Pellegrinaggio delle 7 Chiese, settembre 2014

Pronti? Via!

Si parte per il Pellegrinaggio delle 7 Chiese. Seguendo l’invito di Massimo ci troviamo in 18, stipati in due Fiat Ducato da 9, lasciando purtroppo qualcuno a casa perché, anche a volerlo ribaltare, proprio nel furgone non ci entrava (Maura, alla prossima occasione posto d’onore per te).

Grazie a Senna-Nanni e Prost-Ricci arriviamo alla Chiesa Nuova alle 7,00, in tempo per parte della messa, la confessione e la Comunione. 

Il nostro battaglione di 18 costituisce “l’ossatura portante” dei discepoli di Pietro, uno dei 12 gruppi in cui sono stati divisi i 477 pellegrini alla partenza. Ogni discepolo e il suo aiutante ha il compito di aiutare il trasferimento delle persone, ma anche di animare le preghiere ed i momenti di riflessione nei singoli gruppi.

'Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua' è il tema del pellegrinaggio di quest'anno, un tema che Padre Maurizio ci spiega subito nel suo linguaggio chiaro e franco, il pellegrinaggio ci farà incontrare la croce, nel sonno e nella stanchezza e con questa noi potremo avvicinarci a Gesù.

Mancano pochi minuti alle 21,00 quando l'esercito dei pellegrini parte: dalla Chiesa Nuova si marcia compatti verso San Pietro, per fermarsi poco prima dell'inizio di via della conciliazione, per una catechesi, la prima, su un vizio (la gola) ed un dono (il timore di Dio). Il momento è subito toccante e chi aveva acquistato cibarie sostanziose e succulente (panino alla Lonza), se ne pente amaramente.      

Dopo la catechesi si continua verso San Pietro, un fiume di gente che via Conciliazione consente di apprezzare in tutta la sua vastità. Arrivati a 'casa di Papa Francesco', le transenne ci incanalano in un percorso ad U, in cui possiamo fermarci a pregare ai piedi della scalinata di San Pietro, la sera è calda, scopriremo poi che anche il caldo farà il pellegrinaggio con noi, ma anche silenziosa, tolte le radioline si sente solo la nostra preghiera, una, anche se recitata da centinaia di voci.

La sosta successiva è alla Chiesa di Santo Spirito in Sassia, dove è il momento di una nuova catechesi, che si conclude con una esortazione forte di Padre Maurizio a visitare un ammalato, uno solo, ma con il cuore.

Si prosegue quindi recitando un Rosario in un lungo tragitto sul LungoTevere che ci porta all’Isola Tiberina, dove Padre Maurizio ci parla dell’Ira e della Pazienza, dell’essere portatori di Gioia e Luce (proprio come nel messaggio di Maria a Medjugorje il 25 settembre), contro i cultori del “si ma”, quelli che devono necessariamente vedere qualcosa di negativo nelle cose; noi siamo Cristiani e Cattolici, non siamo così, Gesù non è morto per farci vivere una vita di tristezza, ma per darci gioia insegnandoci ad amare, abbandonando il percorso dell’Ira e facendo quindi guarire il nostro cuore. In questo cammino divenire persone che si accontentano, che abbandonano il facile lamento ci consente di divenire persone migliori, che arricchiscono il mondo in cui vivono e fanno lieti chi li circonda portando, per l’appunto, Gioia e Luce.

Alle 00,35 finisce la catechesi e riprendiamo il LungoTevere per un altro tratto, questo nel più assoluto silenzio (solo in nostro “Vescovo Daniele” non resiste, ma a lui perdoniamo anche questo), per prepararci ad un altro momento importante, la testimonianza dei doni ricevuti, tutti in cerchio, tutti a parlare, uno alla volta, di quanto siano importanti i doni ricevuti, perché affermarlo è il primo passo per crederlo e darne testimonianza giorno per giorno…

Una piccola sosta per qualche panino e le ottime mele offerte dai Padri Filippini e ripartiamo, ci aspetta la Basilica di San Paolo fuori le mura, dove arriviamo alle 2,00 per una catechesi sul perdono, sulla capacità di rinnegare se stesso e seguire veramente Gesù. Una frase di Padre Maurizio, in particolare, ci scalda il cuore “Se non pregate chi vi ha fatto del male, sarete sempre suo schiavo, il perdono è la vendetta più grande”. Quindi si prosegue con un Rosario che ognuno di noi dedica ai suoi nemici, con un vero e toccante percorso di redenzione dalle nostre miserie.

Alle 2,30 arriviamo alla Chiesa dei Filippini alla Garbatella, dove abbiamo modo di ascoltare, dopo la Catechesi di Padre Maurizio (…Siate modesti e riscoprirete la verità, ricercate il bello, sempre e dovunque…) la testimonianza di uno sposo, Gianfranco, e di Francesco un ragazzo che prosegue il suo percorso per divenire sacerdote, simbolo concreto di una Chiesa che si rinnova e porta nuove forze al suo interno.

Alle 3,25 alla Basilica di San Sebastiano: siamo poco oltre la metà del pellegrinaggio, ma la parte residuale è molto dura, per questo Padre Maurizio ci dona una esperienza unica alla ricerca del contatto con lo Spirito Santo, un momento indimenticabile a cui segue una lunga camminata nelle catacombe di San Sebastiano, in silenzio, uno di fianco all’altro, nel buio, forse come i primi cristiani, di certo come i cristiani veri di oggi.

A San Giovanni in Laterano arriviamo alle 5,20, per una catechesi su Accidia e Fortezza Padre Maurizio di rinfranca e poi via, perché attendere troppo significa dar modo al corpo di lamentarsi… Alle 5,45 siamo alla Santa Croce in Gerusalemme, albeggia, il nuovo sole significa il ritorno, lento, delle forze per combattere il sonno e lo spirito che esulta per il prossimo arrivo alla fine del Pellegrinaggio, nelle braccia di Maria.

Praticamente piegati sulle ginocchia, la Basilica di San Lorenzo ci accoglie alle 6,30 per una catechesi sulla Morte, ormai ci siamo, poche defezioni nell’ultima ora non incidono sul numero complessivo di pellegrino, ancora sopra i 400.

Alle 7,37, dopo un passaggio nella quotidianità che non vogliamo svelare, perché deve essere una sorpresa per chi lo farà in futuro, arriviamo alla Basilica di Santa Maria Maggiore; la Madonna ci accoglie a braccia aperte, poveri e stanchi, ma felici di questa bella esperienza, tristi solo dal pensiero di separarci. Ci rimane solo il tempo per qualche abbraccio, al nostro apostolo e alla sua aiutante, pregheremo per le sue tre amiche suore, a quel ragazzo che con un problema fisico ci ha fatti sentire tutti inadeguati nella nostra fatica (grazie Massimo per averlo abbracciato per tutti noi) e Padre Maurizio, unico, vero e inimitabile, guida instancabile (in piedi anche quando noi eravamo seduti), qualche secondo per ringraziare anche lui, non solo per il pellegrinaggio, ma anche e soprattutto per quanto fa contro l’ideologia tender che avvelena il futuro dei nostri figli e via, per una meritata colazione.

Il rientro è stato entusiasmante! Aiutati dallo Spirito Santo siamo arrivati senza colpi di sonno a casa, pur con un mezzo senza freni, rottisi solo quanto non erano più necessario, proprio come avremmo voluto noi se fossimo stati in cielo e avessimo visto il rientro di questi 18 pellegrini… 

Grazie a tutti dell’esperienza.

 ROSY - ELIA - GIACOMO

LUCIA - MARIA

VIVIANA-STEFANO

MAX (Senna) NANNI

GIULIANO

LUANA - MICAELA

DANIELE BIANCHI (Il Vescovo)

GIUSY - FRANCO

CLAUDIO MANCINI 

LISA 

ROBERTO (Prost) RICCI e TERESA





Utente che ha Postato
Commento postato il 02/10/2014
da Giuliano

Sabato, finalmente, ho esaudito l'impegno preso con Padre Maurizio, trovare un malato, uno solo ma con il cuore. Da tempo volevo andare a trovare mio zio, anziano e ormai completamente immobilizzato, pensavo sarebbe stato un momento lieto e triste, invece ho avuto di più, ho incontrato mia zia che i

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