Un pensiero al giorno - Don Pino

 

IL PERDONO DI ASSISI - come fare

Devoti a Maria
02/08/2014

I L   P E R D O N O   D I   A S S I S I

COME OTTENERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI
(Per sé o per i defunti)


Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell'Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l'indulgenza plenaria.


CONDIZIONI RICHIESTE:

1 - Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).

2 - Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).

3 - Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.

4 - Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un'“Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

5 - Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.


Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.


L'INDULGENZA: che cosa è?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.
Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza.

(C.E.l. - Catechismo degli adulti, n. 710)

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE
L'INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".
E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".


PENSIERO DEL GIORNO - Sabato 17 Maggio 2014

Devoti a Maria
17/05/2014

Padre, desideriamo una dimora più bella, in cui regni la pace e in cui
non ci siano più discordie. Ti ringraziamo per il dono di tuo Figlio: egli ci ha fatto capire che la sua dimora è la nostra, che suo Padre è il nostro Padre, perché egli è la Via, la Verità e la Vita. Amen.


PENSIERO DEL GIORNO - Martedý 06 Maggio 2014

Devoti a Maria
06/05/2014

I maestri di preghiera più accreditati c'insegnano una strategia: quella di cominciare il nostro tempo dedicato all'orazione col ringraziamento. Imparare a ringraziare il Signore per la vita, per l'amore con cui Lui ci guarda, per la gioia e per il dolore che è nei nostri giorni, per il Suo abitare in noi e nutrirci del Pane della Parola e del Pane Eucaristico, per la grazia con cui ci libera attraverso il sacramento della Riconciliazione, per la pace che ci dà "non come la dà il mondo".

Una Ave Maria per Don Pino ( nessuno si senta obbligato)

- Sia lodato Gesù Cristo
- Sempre sia lodato


PENSIERO DEL GIORNO - Venerdý 02 Maggio 2014

Devoti a Maria
02/05/2014


In questo mese di Maggio ogni giorno, recitare il Rosario per amore della Vergine Maria e per ricevere Grazie e maggiore protezione
Il Santo Rosario non viene recitato come un obbligo, è segno di amore ed esso porta in chi lo recita tanti benefici, trasmette gli stessi sentimenti della Madonna. Per questa ragione, la recita del Santo Rosario rende più buoni e sinceri.
Si diventa come la Madonna!
Ella per ogni Ave Maria recitata concede un po’ del suo Spirito che trasforma tutto, santifica chi ripete le Ave Maria!

Una Ave Maria per Don Pino ( nessuno si senta obbligato)

- Sia lodato Gesù Cristo
- Sempre sia lodato

PENSIERO DEL GIORNO Sabato 26 aprile 2014

Devoti a Maria
26/04/2014

Sabato fra l'Ottava di Pasqua

At 4,13-21 / Sal 117 / Mc 16,9-15



Dalla Parola del giorno

...udito che era vivo e che era stato visto da Maria di Magdala, i suoi seguaci non vollero credere...neanche vollero credere ai due che rientrarono dicendo di averlo visto in cammino. Alla fine apparve agli Undici, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore.

Come vivere questa Parola?

L'epilogo del Vangelo di Marco sottolinea l'esperienza del dubbio che paralizza i seguaci di Gesù all'indomani della sua risurrezione, trattenendoli “in lutto e in pianto”. I discepoli, annota l'evangelista, “non vollero credere” che il loro Maestro, crocifisso morto e sepolto, ora era vivo ed "era stato visto da Maria di Magdala".

Alla loro “incredulità e durezza di cuore” fa eco il rimprovero di Gesù. Non meravigliamoci però: dopo duemila anni, la reazione a questo annuncio è la stessa. L'incredulità continua ad essere un'insidia, una sfida e una lotta per il cristiano. E così deve essere, perché la combinazione travagliata di fede e dubbio è la riprova che per noi la risurrezione di Gesù non è un dato teorico, acquisito in astratto una volta per tutte, ma un'esperienza viva che ci sorprende e sgomenta continuamente. Su questo terreno scosceso il Risorto interloquisce infatti con la nostra libertà, certo senza risparmiarci il rimprovero. E lo fa prospettandoci una missione: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo”. Come a dire: la tua fede matura e si rafforza donandola.
“Ci vuole un'anima di bambino perché l'incredulità non impaludi il cuore e la fede si esprima nella franchezza dell'annuncio. Occorre apertura, intuizione, intelligenza, virtù, fiducia, amore, e molta volontà, lavoro e perseveranza”.

In questo tempo rappresentato dai cinquanta giorni che dopo la Pasqua ci separano dalla Pentecoste, vivrò nelle profondità del cuore l'esperienza spirituale degli Undici, il loro pianto, l'incredulità, la paura, e al contempo percepirò il rimprovero di Gesù come stimolo contro l'autocommiserazione e la subdola paura della morte, sempre latente nella penombra del cuore. Questa la mia preghiera: Signore Gesù, lo stupore sorregga il mio sguardo rivolto senza paura verso la tua tomba vuota. Che io creda e viva questa mia fede con l'anima di bambino. Mi esponga fiducioso all'azione vivificante dello Spirito che feconda i miei giorni abilitandomi all'annuncio del vangelo, alla celebrazione del mistero e alla testimonianza della carità.

"Orsù dunque, amici di Cristo, con bocche di fango, ma col cuore puro, accogliamo con fede la Vittima immolata, la Pasqua celebrata in mezzo a noi. Diamo gloria al Padre, esaltiamo il Figlio, adoriamo con fede lo Spirito divino, Triade indivisibile, Monade per essenza, Luce e Luci, Vita e Vite, vivificante e illuminante i confini della terra!".


PENSIERO DEL GIORNO Martedý 25 Marzo 2014

Devoti a Maria
25/03/2014

Il grande insegnamento che ci dà Gesù nel Vangelo è la piena coerenza, rimanere noi stessi nell'affermare il Vangelo nonostante le avversità degli atei e di chi la pensa diversamente. Per questo in un altro passo dello stesso Vangelo dice: "Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi". La frase prima di questa è pure un ammonimento a quanti oggi sono compiaciuti per le cattiverie che commettono, mentre li attende l'inferno: "Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete".

- Sia lodato Gesù Cristo
- Sempre sia lodato

PENSIERO DEL GIORNO Lunedi 24 Marzo 2014 Festa d

Devoti a Maria
24/03/2014

PENSIERO DEL GIORNO Lunedi 24 Marzo 2014
Festa dell'Annunciazione di Maria

Mi piace iniziare affermando che il pozzo dove si reca la donna rappresenta la misericordia di Dio, esso è profondo e disseta, tutti gli abitanti vi si recano per prendere quell'acqua, essenziale per l'esistenza. È un pozzo vivo, sorgente di vita, disseta e rianima quanti si avvicinano, compiendo sacrifici notevoli per la distanza e la calura del sole rovente.
La misericordia di Dio si deve cercare ed implorare, arriva dopo il nostro pentimento. Il rinnegamento richiede sacrifici.
Dio vede e conosce le più piccole azioni e i nostri pensieri più segreti. Trasgredire la sua Legge significa opporsi alla sua volontà.
Le sue parole sono forti e rivelatrici, nessuno conosce i pensieri e il futuro se non Dio.

- Sia lodato Gesù Cristo
- Sempre sia lodato


Riflettiamo

Devoti a Maria
14/03/2014

In questo mare di guai troverò la mia strada,
e una spiaggia su cui approdare per sempre.


Pensiero del Giorno Lunedý /27/2014

Devoti a Maria
26/01/2014

SENZA DIO COSA FAI??????

Senza la Luce di Dio non si riesce più a distinguere Bene e male, virtù e peccato, verità e falsità.

Senza questa Luce tutto si considera possibile e si giustifica, così le tenebre che accecano la mente fuoriescono in ogni circostanza e guidano verso scelte sempre sbagliate. In Israele senza l'arrivo di questa Luce, le tenebre erano la sola luce, quindi la loro situazione era pericolosa, mentre con la venuta della Luce nel mondo, tutti possiamo elevarci verso l'alto e scegliere la vita santa e onesta.


IO VERRO' E LO CURERO'

Devoti a Maria
03/12/2013


La liturgia di oggi ci propone due prime letture dal profeta Isaia. Nell'anno A, perché la prima già letta ieri, è preferibile la seconda. Siamo in cammino verso il Natale e in questo viaggio ci accompagna una dichiarazione solenne da parte del Signore: egli viene, viene tra noi ed ha un programma di salvezza per tutti i popoli, per ciascuno di noi. Egli sa di trovare ancora un'umanità malata e sofferente. Abbiamo urgente bisogno che qualcuno venga a curare i nostri mali. Siamo capaci di procurarceli da soli, ma non siamo capaci di liberarcene. Ci occorre Colui che può curare e sanare in profondità, estirpando il male alle sue radici. È significativo che sia un centurione romano ad invocare l'intervento di Cristo per un suo servo. Egli si fa portavoce del mondo pagano, da cui proveniamo anche noi. Egli prega anche per noi. È l'avverarsi dell'annuncio profetico di Isaia: "Verranno molti popoli e diranno: «Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri». Il centurione non si ritiene degno di vedere Gesù percorrere la sua stessa strada, nella sua fede genuina ritiene che basti una sua parola perché il servo paralizzato guarisca. Quel "non sono degno che tu entri sotto il mio tetto" vuole dire la fede nella potenza del Figlio di Dio, ma anche lo stupore e la meraviglia che Egli si trovi a percorrere le nostre strade con la stessa nostra umanità inferma. Egli però non solo è entrato sotto il nostro tetto, ma ha voluto fondersi con la nostra umile carnalità, ha preso le nostre stesse sembianze.


Pensiero del Giorno Mercoledi 27/10/2013

Devoti a Maria
27/11/2013

 Abbiamo iniziato questa giornata insieme, con le mani giunte per l'inizio di un nuovo giorno miei cari fratelli e sorelle, un nuovo giorno e un nuovo mistero che si apre sempre dinanzi a noi, un mistero chiamato "Gesù amore"...

Stamani ci siamo alzati trovando la sorpresa della neve, in Carpegna stupendo il paesaggio tutto bianco, un silenzio particolare, un parlare al cuore particolare.

Ho guardato fuori dalla finestra e non ho potuto non ammirare la meraviglia della natura...il grande dono di Dio...

In questo silenzio, che tanto parla, ci ritrovo una pace e una serenità che non riesco a spiegare.

Ringrazio Dio per tanta meraviglia si è vero, ci saranno anche dei disagi è normale; chi è per le strade di sicuro ora starà dicendo cose non piacevoli ma io che sono qui vorrei davvero ringraziare di cuore per tanta bellezza...e comunque un pensiero va sempre a tutte quelle persone che si trovano in difficoltà per la neve e per il freddo; e appunto per queste persone che dovremo fare qualcosa oggi, se ci capita l'occasione (che di sicuro non mancherà) aiutiamo qualcuno...doniamo il nostro tempo, il nostro aiuto con gioia...e cosi diventerà anche questo un ringraziare nostro Signore...

Chissà quante persone oggi non si possono muovere di casa, andiamo noi da loro, chi può lo faccia, perché ve lo  assicuro è sempre più quello che riceviamo di quello che doniamo.


Pensiero del Giorno lunedi 25/10/2013

Devoti a Maria
25/11/2013

CHI E' IL SACERDOTE????

Il servizio che il sacerdote presta come ministro, da parte di Dio, per perdonare i peccati è molto delicato ed esige che il suo cuore sia in pace, che il sacerdote abbia il cuore in pace; che non maltratti i fedeli, ma che sia mite, benevolo e misericordioso; che sappia seminare speranza nei cuori e, soprattutto, sia consapevole che il fratello o la sorella che si accosta al sacramento della Riconciliazione cerca il perdono e lo fa come si accostavano tante persone a Gesù perché le guarisse. Il sacerdote che non abbia questa disposizione di spirito è meglio che, finché non si corregga, non amministri questo Sacramento. I fedeli penitenti hanno il diritto, tutti i fedeli hanno il diritto di trovare nei sacerdoti dei servitori del perdono di Dio.


Pensiero del Giorno martedý /19/2013

Devoti a Maria
19/11/2013

Bisogna evitare di mangiare un´ora prima dell´inizio della Santa Messa oppure un´ora prima della Santa Comunione?


Un´ora prima della comunione.
Conviene non stare con l´orologio alla
mano e non essere tirchi con il Signore.

Per gli ammalati il tempo si riduce a mezz´ora.


Pensiero del Giorno Sabato 16/11/2013

Devoti a Maria
16/11/2013

Il vangelo di oggi il Signore ci esorta a vigilare, a stare sempre pronti , a non abbassare mai la guardia.
La fedeltà a Lui e alla Sua Parola viene prima di tutto anche della nostra stessa vita.
Come nel vecchio testamento , nel nuovo o anche ai nostri giorni le situazioni e il peccato non cambiano.
Ma noi abbiamo la Sua parola che ci guida.
Siamo deboli, cadiamo ma ci dobbiamo rialzare forti nella Sua fede, sicuri che Lui é con noi.

Pensiero del Giorno Domenica 10 Novembre 2013

Devoti a Maria
10/11/2013

Figli di Dio. - Portatori dell'unica fiamma capace di illuminare i cammini terreni delle anime, dell'unico fulgore, nel quale mai potranno darsi oscurità, ombre o penombre. - Il Signore si serve di noi come di torce, perché questa luce illumini... Da noi dipende che molti non rimangano nelle tenebre, ma percorrano sentieri che conducono fino alla vita eterna.


Pensiero del Giorno Sabato 09 Novembre 2013

Devoti a Maria
09/11/2013

L'unica lingua possibile, per parlare della resurrezione e della vita eterna, è quella di Dio e degli angeli, la lingua dell'amore, del dono generoso di sé e soprattutto della fede, che sa meravigliarsi della grandezza dell'opera divina: dalla nascita alla morte ed oltre la morte.

Il linguaggio è stato lavorato dagli uomini per intendersi tra loro, non per ingannarsi a vicenda.


Pensiero del Giorno Venerdý 08 /Novembre /2013

Devoti a Maria
08/11/2013

Maghi e ciarlatani: sono molte ancora le persone che credono agli impostori, che si fanno passare come capaci di prevedere il futuro e di aiutare chi è in difficoltà. Molti sono i nostri connazionali che rimangono vittime di veri e propri truffatori, il cui scopo è senza dubbio quello di estorcere denaro e ricavarne dei vantaggi. Nonostante viviamo in una società che reca imperante l’orma della razionalità, molte volte non ci si riesce a sottrarre alle credenze che fanno leva sulle nostre paure, finendo col farsi raggirare da manipolatori della mente.

Spesso i truffatori si avvalgono di vere tecniche di plagio, capaci di innescare anche dei fenomeni di dipendenza. Eppure le associazioni denunciano come si tratti di semplici raggiri, che riescono a coinvolgere soprattutto chi si trova in un momento di debolezza.

I rischi

La persona che si rivolge ad un mago o a chi si fa passare come tale dovrebbe essere consapevole dei possibili rischi a cui va incontro. Il primo è quello della dipendenza. A volte il ciarlatano comincia a prevedere una serie di eventi funesti, che, secondo lui, vanno scacciati con azioni che devono seguire nel corso del tempo.

A questo punto possono scattare trappole psicologiche, che si basano sulla credulità della vittima. Quest’ultima può essere indotta a pagare ripetutamente somme di denaro, affinché vengano messi in atto i rituali occulti proposti. Ma i pericoli non finiscono qui, perché si può giungere a ricatti, a minacce, ad estorsioni e, in casi ancora più estremi, allo sfruttamento sessuale.

Si punta sulle insicurezze della vittima, sulle informazioni che il cliente lascia trapelare, e a volte subentra anche un senso di vergogna da parte del malcapitato, che anche per questo non riesce ad uscire fuori dal tunnel in cui è caduto.


Pensiero del giorno Giovedý 07 /11/2013

Devoti a Maria
07/11/2013

LA FEDE

 La mente umana può conoscere le realtà materiali e le loro leggi in maniera scientifica, cioè dimostrabile e ripetibile.

Ma la mente umana può conoscere anche le realtà spirituali, come l’amore e la giustizia, la cui esistenza non si può dimostrare scientificamente.
Un uomo e una donna si giocano la vita l’uno per l’altro perché credono all’amore, senza pretendere "prove scientifiche" impossibili, ma fondandosi su indizi, il cui valore viene valutato solo da loro due.




Pensiero del Giorno Mercoledý 06/11/2013

Devoti a Maria
06/11/2013

La fede ci sostiene


La fede non è un atto sterile dell'intelletto, non è un semplice assenso alla verità, ma diventa speranza: confidenza, abbandono in Dio e sospiro alla vita e ai beni eterni, poiché fede è sostanza delle cose sperate. La speranza, resa certissima per la fede, è quella che dà all'anima il gaudio dell'attesa di ogni bene e la pace della confidenza e dell'abbandono in Dio per la grazia dello Spirito Santo.

È il più grande augurio che possa farsi ad un'anima.

Pensiero del Giorno Martedý 5 Novembre 2013

Devoti a Maria
05/11/2013

Oggi la nostra festa è ancora più grande perché ci ritroviamo per l’Eucaristia, nel giorno del Signore.
Ogni cristiano è chiamato a trasmettere questo messaggio di speranza che dona serenità e gioia: la consolazione di Dio, la sua tenerezza verso tutti”. Venendo “consolati da Lui”, i cristiani devono, a loro, volta trasmettere questa consolazione.

Pensiero del giorno Lunedý 04/11/2013

Devoti a Maria
04/11/2013

Gesù attende il nostro amore da quasi duemila anni

 

Gesù è rimasto nell'Ostia Santa per noi! Per restare al nostro fianco, per sostenerci, per guidarci. - E l'amore lo si ripaga unicamente con l'amore. - Come non ricorrere al Tabernacolo, ogni giorno, sia pure per pochi minuti, per portargli il nostro saluto e il nostro amore di figli e di fratelli?


Il nostro Dio ha deciso di rimanere nel tabernacolo per essere nostro alimento, per darci forza, per divinizzarci, per dare efficacia al nostro lavoro e al nostro sforzo. Gesù è allo stesso tempo seminatore, seme e frutto della semina: è il Pane di vita eterna.

Attende il nostro amore da quasi duemila anni. È tanto, ma è poco, perché quando c'è amore il tempo vola.

3 novembre 2013
XXXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Nell'incontro con Gesù, una vita nuova.


L'Evangelista san Luca riserva una particolare attenzione al tema della misericordia di Gesù. Nella sua narrazione, infatti, troviamo alcuni episodi che mettono in risalto l'amore misericordioso di Dio e di Cristo, il quale afferma di essere venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori. Tra i racconti tipici di Luca vi è quello della conversione di Zaccheo, che si legge nella liturgia di questa domenica. Zaccheo è un "pubblicano", anzi, il capo dei pubblicani di Gerico, importante città presso il fiume Giordano. I pubblicani erano gli esattori dei tributi che i Giudei dovevano pagare all'Imperatore romano, e già per questo motivo erano considerati pubblici peccatori. Per di più, approfittavano spesso della loro posizione per estorcere denaro alla gente. Per questo Zaccheo era molto ricco, ma disprezzato dai suoi concittadini. Quando dunque Gesù, attraversando Gerico, si fermò proprio a casa di Zaccheo, suscitò uno scandalo generale. Il Signore, però, sapeva molto bene que llo che faceva. Egli, per così dire, ha voluto rischiare, e ha vinto la scommessa: Zaccheo, profondamente colpito dalla visita di Gesù, decide di cambiare vita, e promette di restituire il quadruplo di ciò che ha rubato. "Oggi per questa casa è venuta la salvezza", dice Gesù, e conclude: "Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto".

Dio non esclude nessuno, né poveri né ricchi. Dio non si lascia condizionare dai nostri pregiudizi umani, ma vede in ognuno un'anima da salvare ed è attratto specialmente da quelle che sono giudicate perdute e che si considerano esse stesse tali. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, ha dimostrato questa immensa misericordia, che non toglie nulla alla gravità del peccato, ma mira sempre a salvare il peccatore, ad offrirgli la possibilità di riscattarsi, di ricominciare da capo, di convertirsi. In un altro passo del Vangelo, Gesù afferma che è molto difficile per un ricco entrare nel Regno dei cieli. Nel caso di Zaccheo, vediamo proprio che quanto sembra impossibile si realizza. E soprattutto vediamo come Zaccheo sa usare la ricchezza per riparare i suoi peccati e per offrire tutto il suo amore nella condivisione coi poveri.

Zaccheo ha accolto Gesù e si è convertito, perché Gesù per primo aveva accolto lui! Non lo aveva condannato, ma era andato incontro al suo desiderio di salvezza. Preghiamo affinché anche noi possiamo sperimentare la gioia di essere visitati dal Figlio di Dio, di essere rinnovati dal suo amore, e trasmettere agli altri la sua misericordia.





Pensiero del Giorno Domenica 03 Novembre 2013

Devoti a Maria
03/11/2013

LA STORIA DI ZACCHEO
Zaccheo deve salire su un albero. Vedendolo, Gesù, di sua iniziativa, si invita a casa sua. Non solo Zaccheo è pieno di gioia, ma Gesù stesso è felice di poter perdonare il peccatore pentito e di accoglierlo come un figlio prodigo. Gesù esprime la sua gioia con queste parole: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo”.

Pensiero del Giorno Sabato 02 Novembre 2013

Devoti a Maria
02/11/2013

Essere santi non è un privilegio di pochi, come se qualcuno avesse avuto una grossa eredità; tutti noi nel Battesimo abbiamo l’eredità di poter diventare santi. La santità è una vocazione per tutti. Tutti perciò siamo chiamati a camminare sulla via della santità, e questa via ha un nome, un volto: il volto di Gesù Cristo.

Pensiero del Giorno Venerdý 1/Novembre /2013

Devoti a Maria
01/11/2013

Ma quale preghiera è vana innanzi a Dio? Anche quando sembra inesaudita, anche quando sembra ormai assurdo che possa essere esaudita, essa ottiene il suo effetto in una maniera superiore alla nostra aspettativa, e sboccia come albero fecondo nella primavera.


Pensiero del Giorno Giovedý 31/10/2013

Devoti a Maria
31/10/2013

Il Rosario è un incontro quotidiano
al quale io e la Madonna non manchiamo.

Notte di Halloween 2013:

Devoti a Maria
31/10/2013

Notte di Halloween 2013:

Storia e tradizioni- L’ultimo giorno del mese di Ottobre è diventato ormai caratteristico in gran parte del mondo per la festività di Halloween tanto amata dai bambini e non solo. La sua origine, contrariamente a quanto molti potrebbero pensare, non è statunitense dove viene maggiormente festeggiata, bensì Irlandese. Collegata alla festa celtica di Samhin,  il suo nome sembrerebbe derivare dalla parola “ All Hallows Eve”, notte di ognissanti. Nell’Irlanda celtica questa notte, 31 Ottobre, coincideva con la fine dell’estate ed i colori arancio e nero simboleggiavano il colore della mietitura e del buio. Un’antica leggenda narra di un uomo, di nome Jack, conosciuto come un malfattore, che ingannò Satana nella notte di Ognissanti sfidandolo a salire su un albero, su cui aveva inciso una croce, ed  intrappolandolo con dei rami.  Riuscì cosi a fare un patto col Diavolo secondo il quale se lo avesse liberato dai rami, Jack non sarebbe più caduto in cattive tentazioni. Una volta morto, però, a Jack venne impedito di entrare in paradiso per via del suo non perfetto comportamento quando era in vita e neanche all’inferno per aver ingannato il diavolo; Satana allora gli diede una piccola fiammella per illuminare le tenebre che lo circondavano e Jack per farla durare più a lungo la mise dentro una rapa intagliata. Da questa legenda si diffuse inizialmente la rapa come simbolo di Halloween in Irlanda e Scozia, sostituita in seguito dagli immigrati in Nord America con la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più maneggevole per intagliarla. Il gioco tanto amato dai bambini del fare “dolcetto o scherzetto”  è un’usanza di Halloween porta a porta che risale al Medio Evo e si rifà alla pratica dell’elemosina, quando la gente povera andava porta a porta nel giorno di Ognissanti e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna.

Feste di Halloween 2013
Le più importanti manifestazioni per celebrare "la notte delle streghe"

Di seguito tutte le feste relative alla notte di Halloween, i costumi utilizzati, i trucchi e le maschere che girano indisturbate nella notte.

Gli scherzi, e le ricorrenze legate alla festa della zucca, tradizionalmente legata agli Stati Uniti ma negli ultimi anni divenuta appuntamento imperdibile del calendario del consumismo. Tutte le feste nei pub e nelle discoteche, le feste per bambini con animazione e balli brasiliani, cene e tutti gli appuntamenti del 31 ottobre e 1 novembre.

 I costumi, e vestiti preparati appositamente per la notte della streghe  che si avvicina al carnevale d'inverno, le feste e ricorrenze nei locali, gli inviti ed organizzare e le immagini delle feste organizzate





L'Eucaristia immobilizza i diavoli.

Devoti a Maria
29/10/2013

È la prova che l'Eucaristia immobilizza i diavoli.

Quando Gesù toccò la donna e la raddrizzò con le sue mani divine, fisicamente ritornò sana e piena di vigore dopo diciotto anni di inaudita sofferenza e umiliazione. La donna poteva guardare verso l'alto dopo la guarigione perché aveva avuto Fede in Gesù, le fu possibile e la sua gioia era incontenibile.

Gesù con questo miracolo tentò pure di erigere spiritualmente i farisei ma non fu possibile, erano troppo orgogliosi e maligni.

Non riuscivano ad alzare lo sguardo verso il cielo tanto erano attratti dalle cose della terra, dalle miserie umane e da interessi che escludevano Dio. Questo pericolo possono correrlo anche i credenti che pregano in modo esteriore e senza amore, pregano quando possono e velocemente. Credenti attratti dalle cose della terra e ricorrono a Gesù solo nella necessità.

Questi credenti non comprendono il significato del Regno di Dio, non vivono la Fede come un impegno davanti a Gesù, non hanno il desiderio di lasciare le cose del mondo. Il Regno di Dio deve stabilirsi dentro di noi, lo Spirito di Dio deve trovare spazio per effondere i suoi doni e trasfigurare l'anima. È un Regno piccolo inizialmente ma con il passare dei giorni diventa sempre più maestoso, meraviglioso. E questo dipende dall'impegno del credente, dalla sua vita.

Per lasciare crescere questo Regno in noi, dobbiamo evitare di curvarci verso la terra, nel senso che ci si deve allontanare da tutto ciò che è peccato, vizio, concupiscenza. Oggi più che mai gli uomini sono curvati verso la terra, cercano la felicità solo in questo mondo diventato ateo e profondamente egoista. Il fatto stesso di curvarsi e cercare sempre le cose materiali, lega gli uomini a satana, perchè la moderna civiltà è tutta materia e materializzante.

Come potrà questa società rialzarsi e cominciare a guardare verso l'alto? Solamente con il tocco di Gesù, con il suo intervento. Solo Gesù può guarire la società malata curva verso la terra e accecata dall'oscurità. Pregate per i vostri familiari e i conoscenti che rimangono curvi a guardare la terra, mentre illusoriamente si considerano fortunati e realizzati.

Pregate molto per loro!


IL ROSARIO

Devoti a Maria
28/10/2013

Il Rosario è Maria in persona  che si pone tutta tra le nostre dita, perché ci serviamo di lei.

Il Rosario della Vergine Maria, nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità.

Il Rosario della Vergine Maria è preghiera che ben si inquadra nel cammino spirituale di un cristianesimo che, dopo duemila anni, non ha perso nulla della freschezza delle origini.

Il Rosario, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico.
Il Rosario, nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell'intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio.

Con il Rosario il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo.

Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore.

La semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana. Recitare il Rosario non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo.

Il Rosario, se riscoperto nel suo pieno significato, porta al cuore stesso della vita cristiana.
Il Rosario offre un'ordinaria quanto feconda opportunità spirituale e pedagogica per la contemplazione personale, la formazione del Popolo di Dio e la nuova evangelizzazione.
Il Rosario non solo non si oppone alla Liturgia, ma le fa da supporto, giacché ben la introduce e la riecheggia.

Se riscoperto in modo adeguato, il Rosario è un aiuto, non certo un ostacolo all’ecumenismo! Il Rosario si pone nella migliore e più collaudata tradizione della contemplazione cristiana. Il Rosario è preghiera tipicamente meditativa e corrisponde, in qualche modo, alla «preghiera del cuore». Riscoprire il Rosario significa immergersi nella contemplazione del mistero di Colui che «è la nostra pace». Non si può recitare il Rosario senza sentirsi coinvolti in un preciso impegno di servizio alla pace. Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane si propone come aiuto efficace per arginare gli effetti devastanti di questa crisi epocale. Fissare gli occhi sul volto di Cristo è il compito di ogni discepolo di Cristo; è quindi anche compito nostro. La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene a titolo speciale. Quando recita il Rosario, la comunità cristiana si sintonizza col ricordo e con lo sguardo di Maria.



LA MIA RIFLESSIONE

Devoti a Maria
28/10/2013

Domenica 27 ottobre 2013 ore 7.50

Buongiorno! Avete dormito bene e spostato le lancette dell'orologio?

Oggi la parabola del fariseo e del pubblicano e, alla Messa vespertina di ieri, una omelia molto interessante che ha un po' rivoluzionato il luogo comune delle mie etichette: uno è il bravo e l'altro il cattivo.

Se il fariseo non avesse fatto paragoni esaltandosi non avrebbe peccato e fin qui l’avevo capito anche prima.

Ma qui non si tratta di fare paragoni e: i farisei erano ligi alla Legge e questo digiunava persino due volte la settimana perciò non era cattivo!

I pubblicani erano al servizio dei romani, erano degli usurai, persone che sfruttavano i loro stessi fratelli e non si potevano definire dei giusti!

Il Padre faceva notare che i pubblicani "non potevano" entrare nel tempio perché impuri perciò non è che "lo stare in fondo" fosse dettato dall'umiltà ma dalla legge e che le parabole non vanno lette come delle favole!

Detto questo è passato al fulcro del discorso che era basato "sul pentimento sincero" se il pubblicano si fosse battuto solo il petto non sarebbe stato giustificato ma era pentito e pentirsi significa porre rimedio.

Zaccheo, tanto per fare un esempio, era un pubblicano ma ha accolto Gesù e subito ha restituito quanto aveva preso e restituito dieci volte tanto! Se al pentimento sincero non segue il rimediare non c'è giustificazione ossia "salvezza". Il fariseo lodava se stesso e faceva paragoni e, siccome Dio legge il cuore, la sua era una preghiera non accettata. L'altro era fuori, escluso. Ma il suo cuore era sincero ed il giusto era lui!

Da qui la giustificazione ossia la salvezza perché è implicito che se uno si pente pone anche rimedio.

Ci sono dei peccati ai quali non si può rimediare ma anche in questo caso Gesù non è come noi che etichettiamo. Lui dice: “Vai e non peccare più” ma per quanto riguarda il furto si può rimediare, se si offende qualcuno si può domandare scusa, se siamo arrabbiati con qualcuno possiamo perdonare ma se si è ucciso qualcuno non si può far rinascere! Ossia ci sono dei peccati ai quali non si può rimediare (anche se ho conosciuto una persona che, in modo anonimo, ha aiutato fino alla fine dei suoi giorni la famiglia di uno che aveva ucciso in un incidente di caccia!) ma un pentimento sincero li cancella!

Ecco la misericordia di Dio! “Vai e non peccare più” era questo quanto Gesù diceva spesse volte.


Tetimonianza - Per fare un Cammino Cristiano

Devoti a Maria
26/10/2013

La Testimonianza Cristiana

l'importanza della testimonianza nella vita di tutti i veri cristiani

"Voi siete la luce del mondo... risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli" (Matteo 5:14,16).

"La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini; è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne" (2 Corinzi 3:2,3).


1. Cos'è un testimone?

Un testimone è una persona che ha visto e udito qualcosa di cui deve rendere conto fedelmente. Il valore della sua testimonianza è tanto più grande se colui al quale si indirizza non ha visto né udito quello di cui parla; da ciò l'importanza, per chi ascolta, d'un fedele messaggio. Testimonianza è "far apparire" con parole ed atti. Ma contraddizione tra parole ed atti annulla la testimonianza.

2. Cos'è la testimonianza cristiana?

- Il fondamento della testimonianza.

In Esodo 34, leggiamo che il volto di Mosè risplendeva perché aveva parlato con Dio per quaranta giorni. In Atti 4, i discepoli erano riconosciuti per essere stati con Gesù.

Questo era il fondamento della testimonianza di quegli uomini: essere stati con Lui.

Per rendere testimonianza, bisogna prima essere stati "nel santuario" e aver contemplato Gesù Cristo. È quello che dice l'apostolo Giovanni: "Abbiamo contemplato la sua gloria" (Giovanni 1:14). "Quel che abbiamo udito, quel che abbiamo veduto con gli occhi nostri, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato... noi lo annunciamo anche a voi" (1 Giov. 1:1-3). Così era il fondamento dell'appello di Paolo: "L'Iddio dei nostri padri ti ha destinato a conoscere la sua volontà e a vedere il Giusto e a udire una voce dalla sua bocca. Poiché tu gli sarai... un testimone" (Atti 22:14-15).

Questa contemplazione di Cristo (II Cor. 3:18) è la base di una progressiva trasformazione a sua immagine, di uno splendore di cui il testimone stesso non si rende conto (Mosè non sapeva che il suo volto risplendesse). E noi contempliamo regolarmente la sua gloria? Lo si può fare solo con la Parola di Dio tra le mani, cercando, nelle pagine della Scrittura, tutto ciò che ci parla di Cristo e che ce Lo rivela, non come lo concepirebbe la nostra immaginazione, ma come Dio stesso ce lo fa conoscere.

Testimonianza è, prima di tutto, "risplendere", riprodurre Cristo intorno a noi: nel nostro cammino, nelle nostre attitudini, nella nostra condotta, nelle nostre parole, in tutta la nostra personalità.

Al ritorno del Signore noi saremo resi simili a Lui; che questa trasformazione possa compiersi, poco a poco, già nella nostra vita e non bruscamente, in un attimo, alla sua apparizione. Trasformazione che è anche il frutto dello Spirito che farà di noi una lettera di Cristo conosciuta e letta da tutti gli uomini.

La condotta di un testimone è essenziale. Gli uomini osservano le opere. Una donna credente guadagnerà suo marito incredulo senza la parola, ma con la sua condotta (1 Pietro 3:1).

Prima di iniziare un servizio è essenziale, per noi come per Timoteo (Atti 16:2), una buona testimonianza della nostra condotta.

Il progresso spirituale sarà anch'esso una testimonianza: "Cura queste cose e datti ad esse interamente affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti (1 Timoteo 4:15).

E infine, la testimonianza più preziosa: "Ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga" (1 Cor. 11: 26).

- Lo scopo della testimonianza.

Lo scopo della testimonianza è duplice: glorificare Cristo, visto in noi: "ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio" (Fil. 1:11). In secondo luogo, farlo conoscere. Il Salmo 60 verso 4 dice: "Tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera perché si levino in favore della verità" (una bandiera, per essere usata!). Il credente deve essere una lampada, il testimone del suo Signore "fino all'estremità della terra".

- Dove si esercita questa testimonianza?

Prima di tutto nella famiglia. È qui che dobbiamo manifestare sopra ogni cosa i caratteri di Cristo, essere una lampada per quelli che sono nella casa. Andrea "per primo trovò il proprio fratello" (Giov. 1:41).
In seguito, nel "radunamento" specialmente nelle relazioni d'amore fraterno verso i fratelli in Cristo: "Avendo purificato le anime vostre con l'ubbidienza alla verità... amatevi l'un l'altro di cuore, intensamente" (1 Pietro 1:22). "Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni gli altri" (Giov. 13:35). Non c'è bisogno di un segno per conoscere tali cristiani! E se si tratta di camminare come dei figli di luce, questa marcia deve essere tutta di perdono e d'amore: "Siate gli uni verso gli altri benigni, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo" (Efesini 4:32); "sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi a vicenda... Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi" (Col. 3:13). Senza la reciproca sottomissione nel timore di Cristo, sorgono delle dispute che distruggono tutta la testimonianza, sia nella famiglia che nel radunamento.

Qualunque pretesa, poi, è da scartare; c'è una testimonianza collettiva da rendere, la responsabilità e il privilegio di conservare e di vivere le verità che la Parola ci ha rivelate; ma tutto questo è ben differente dalla pretesa di essere "la" testimonianza.
Infine, la testimonianza cristiana si esercita verso "quelli di fuori" (Col. 4:5). Essere una lampada che brilla affinché "quelli che entrano" vedano la luce: in mezzo a una generazione stolta e perversa, il nostro compito è brillare come dei luminari in questo mondo (Filippesi 2:15).

3. Le qualità morali d'un testimone cristiano.

Sincerità e fedeltà sono essenziali. Davide dice: "Tu ami la sincerità nell'interiore" (Salmo 51). La testimonianza delle parole deve essere confermata dai fatti: "il testimone verace salva delle vite" (Prov. 14:25). Infatti chi presenta chiaramente, senza alterarlo, il messaggio ricevuto sia esso l'evangelo o le verità concernenti il radunamento, il ritorno del Signore, il cammino cristiano, l'azione dello Spirito Santo, libera le anime dagli errori. Ma ancora bisogna ch'egli parli veramente per lo Spirito, dall'abbondanza del suo cuore, realizzando le parole dell'apostolo: "Ho creduto, perciò ho parlato". A cosa servirebbe, in un crocicchio, un cartello indicatore caduto a terra, anche se portasse scritte chiaramente le indicazioni della regione?

Un testimone deve essere anche "fermo". Gli apostoli lo furono fin dall'inizio. I versetti 19 e 20 del capitolo 4 degli Atti mostrano il loro fermo proposito di essere fedeli a Dio e di parlare delle cose che avevano visto ed udito. Saper dire "no", è una testimonianza essenziale. "No" a divertimenti, sollecitazioni, tentazioni. La fermezza è una pietra di paragone del nostro stato spirituale e delle nostre affezioni per il Signore.

La "vigilanza" di un testimone non è meno importante. Sotto l'influenza del mondo del lavoro, delle preoccupazioni, egli potrebbe addormentarsi, se non tenesse i suoi fianchi cinti e la sua lampada accesa. Senza la "santità" nella vita pratica, la testimonianza è persa. Ora, la santificazione si opera nel santuario. Ricordiamoci che il Signore "è potente da preservarci da ogni caduta" (Giuda 24).

Infine, lo "zelo" deve caratterizzare colui che si presenta come ambasciatore di Cristo (II Corinzi 5:20). "Quanto allo zelo non siate pigri... servite il Signore" è scritto in Romani 12:11. Dobbiamo avere a cuore il Signore e le anime, e non rassomigliare al "servo malvagio ed infedele" della parabola dei talenti.

Al testimone fedele il Signore darà una ricompensa: la sua approvazione: "Va bene, buono e fedele servitore, sei stato fedele in poca cosa, entra nella gioia del tuo Signore" (Matteo 25:21); e poi, la corona che accorderà a quelli in cui la sua grazia avrà operato per farne dei testimoni in un mondo di tenebre.


LA BIBBIA

Devoti a Maria
25/10/2013

La Bibbia è formata da 73 libri, 46 si trovano nell'antico testamento che parla delle origini e del periodo prima di Gesù, 27 nel nuovo che parla della vita di Gesù, degli apostoli, dei primi Cristiani e della fine del mondo (Apocalisse). I primi cinque libri fanno parte della Torah e sono la Genesi, l'Esodo, il Levitico, i Numeri, il Deuteronomio. Il libro centrale nella Bibbia è quello dei Salmi...
Nel giro dei tre anni la leggiamo tutta. Per la lettura è divisa Anno A - B- C .


ANTICO TESTAMENTO

Il Pentateuco
Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio.

 

I libri storici
Giosuè, Giudici, Rut, Samuele 1, Samuele 2, Re 1, Re 2, Cronache 1, Cronache 2, Esdra, Neemia, Tobia, Giuditta, Ester, Maccabei 1,

Maccabei 2.

 

I libri poetici e sapienziali
Giobbe, Salmi, Proverbi, Qoèlet, Cantico dei Cantici, Sapienza, Siracide.

 

I libri profetici
Isaia, Geremia, Lamentazioni, Baruc, Ezechiele, Daniele.


I profeti minori
Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia.

NUOVO TESTAMENTO

 

I Vangeli
Matteo, Marco, Luca, Giovanni.

 

Gli atti degli Apostoli.

 

Le lettere di San Paolo
Romani, Corinzi1, Corinzi 2, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, Tessalonicesi 1, Tessalonicesi 2, Timoteo 1, Timoteo 2, Tito, Filemone, Ebrei.

 

Le lettere cattoliche
Giacomo, Pietro 1, Pietro 2, Giovanni 1, Giovanni 2, Giovanni 3, Giuda.


L'Apocalisse

 

Domenica 27 ottobre è XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Credo di aver risposto sono a vostra disposizione il vostro Don Pino


TESTIMONIANZE

Devoti a Maria
24/10/2013

Maria Luce, 18 anni, rinuncia al musical
all'Arena di Verona. "Non voglio spogliarmi"

Mercoledì 23 Ottobre 2013

PESARO - A 18 anni non capita spesso di ritrovarsi protagonista di un musical presentato in venti paesi del mondo e prodotto da David Zard, lo stesso che ha portato in Italia Notre-Dame de Paris di Cocciante. Il debutto nella splendida cornice dell’Arena di Verona. La prima serata di Raidue, oltre 5 milioni di euro per allestire uno show a cui prendono parte 45 artisti sul palco, 35 membri dell’èquipe tecnica e 22 persone alla produzione. Roba da far girare la testa anche ad un professionista esperto. Tutto questo la cantante pesarese 18 enne, studentessa del Mamiani, Maria Luce Gamboni ce l’aveva in mano: doveva essere Giulietta nel musical, tratto dall’opera di Shakespeare, “Romeo e Giulietta”. Doveva. Maria Luce ha infatti rinunciato alla parte.   Che cosa è successo?
“Il regista del musical voleva rendere nel più vero modo possibile la scena dell’unica notte d’amore tra “Romeo e Giulietta”. E così uno dei primi giorni, ho iniziato le prove a Roma il 20 luglio, si è avvicinato comunicandomi la sua idea: quella di voler fare questa scena mettendo a servizio dello spettacolo il mio corpo seminudo. Ci tengo a precisare che nel contratto non era presente alcuna richiesta di questo genere. Io mi sono rifiutata e inizialmente sembravano avermi ascoltata ma poi a dieci giorni dal debutto mi hanno detto che dovevo decidermi: o facevo la scena in quel modo, con una veste completamente trasparente oppure non avrei fatto lo spettacolo. Io non ho avuto dubbi e me ne sono andata”.  Perché?
“Per due questioni fondamentalmente. Sono molto credente e dunque ho grandissimo rispetto del corpo della donna e inoltre non mi piace come viene utilizzato il corpo femminile dalla società attuale. Tante donne si fanno manipolare perché è l’unico modo per raggiungere il successo: è insopportabile e mi sono opposta”.  Rimpianti?
“No. L’ho fatto e non sono pentita ed anzi lo rifarei. Professionalmente è stata un’opportunità unica che probabilmente non mi capiterà più ma non potevo fare altrimenti. Per coerenza verso me stessa perché ho dei valori che mi impongono dei limiti e pretendo che questi siano rispettati”.  E che ne pensa di quelle colleghe che invece non hanno limiti?
“Non giudico nessuno. Ognuno è libero di fare quello che vuole a patto che si senta bene con sé stesso. Per me è stato naturale comportarsi così. Alla sera, tornata a Pesaro, ho pianto di felicità perché ho fatto quello che sentivo di voler fare”.  Ne ha parlato con i suoi genitori prima di rinunciare?
“No è stata una scelta autonoma. Anzi quando dal treno ho chiamato mio padre per spiegargli cosa era successo lui non capiva perché pensava fosse tutto chiarito sulla scena del nudo. Poi mi ha detto di essere orgoglioso di me”.  E i suoi amici che ne pensano?
"Tornata a casa ho voluto scrivere una lettera ai miei compagni del Mamiani per condividere la mia gioia e per dire loro che non devono mai scendere a compromessi nella vita, che devono sempre far prevalere le proprie idee e ragionare con la propria testa. Anche se questo comporta delle rinunce. Chi mi conosce non è rimasto affatto stupito della mia decisione”.  Pensa di essere un modello per i suoi coetanei?
“Non lo sono. In realtà mi considero una persona umile che non pretende di dare chissà quali insegnamenti. Ho solo voluto condividere con i miei amici la mia gioia”.  Continuerà a impegnarsi nella musica?
“La musica è una grande passione ma anche un grande punto interrogativo. Non so se sarà la professione con cui riuscirò a mantenermi. Il mio primo pensiero ora è quello di continuare ad impegnarmi nello studio”.

Il Sacerdote

Devoti a Maria
24/05/2013

Il Sacerdote è un altro Gesù

Il Sacerdote è un altro Gesù, è un Salvatore delle anime, è colui che deve soccorrerle. Egli dunque non è creatura del mondo, viene dal Re Divino, è rampollo vivo del Redentore, è figlio suo prediletto. Il mondo invece gli fa credere che egli è un uomo come gli altri, che le sue miserie sono esigenze naturali, che, in fondo, esercita come gli altri una professione per vivere. È proprio brutta l'espressione che si scrive sulle stesse carte di riconoscimento intestate a Sacerdoti: Di professione Sacerdote.

Bisognerebbe cancellare quell'ingiuriosa frase, poiché il Sacerdote è il Sacerdote, non è quasi più un uomo, non deve esserlo, è più che un angelo, è tutto di Gesù Cristo. Il Sacerdote rappresenta il Signore giusto, ed è l'espressione più bella della giustizia, ossia della santità del Signore. Egli dunque deve avere un carattere che non flette mai innanzi al mondo e al male, e dev'essere così santo da rappresentare ciò che è giusto, da essere irreprensibile in ogni suo atto. II mondo invece vuole persuaderlo a condiscendere al male, ad essere indulgente anche con se stesso, e lo unisce in connubio con le sue passioni, tristi donne straniere a Dio, che ne rubano la gloria. Che cosa diventa mai un Sacerdote in questi ibridi connubi? Egli che deve amare Dio solo con un amore pieno e totalitario, come può amare una creatura? Egli che è vaso d'immacolata purezza, come può convergersi sui sensi e dare ad essi uno sfogo brutale? Egli che tratta le cose del Cielo, come può impegolarsi in quelle della terra?

Il Signore parla per farsi intendere da noi, e parla anche per manifestarci i suoi disegni ed esigere da noi la fede; a volte le sue parole sembrano fallire secondo il nostro modo di vedere, e possiamo anche scandalizzarcene; ma se Dio è Dio, dobbiamo avere anche l’umiltà, l’elementare umiltà di pensare che siamo noi che non le intendiamo. Giudicare le parole di Dio con la presunzione di vagliarle e criticarle è lo stesso che esporsi al pericolo di capirne poco o nulla, e di smarrirsi.