Racconti di Cecilia

 

Farsi pane per imitare Gesù

Devoti a Maria
21/06/2014


.... NON E’ FACILE FARSI PANE....  ESSERE DISPONIBILE ...  AVERE PAZIENZA E  MITEZZA... ESSERE UMILE....
EPPURE GESÙ HA SCELTO QUESTO ... A SCELTO DI FARSI PANE ...
ALLORA OGGI ARRIVO CON QUESTA PREGHIERA - RIFLESSIONE SUL PANE E CON UN CURIOSO RACCONTINO SULLA DISPONIBILITÀ,
MITEZZA E UMILTÀ DI ... DUE CAPRE ....
AGGIUNGO UN SALUTONE E L’AUGURIO DI BUONA DOMENICA
CECILIA E PAPÀ EGIDIO


Può essere bello, ma non è certo facile farsi pane. 
Significa che non puoi più vivere per te, ma per gli altri. 
Significa che devi essere disponibile, a tempo pieno. 

Significa che devi avere pazienza e mitezza, come il pane che si lascia impastare, cuocere e spezzare. 

Significa che devi essere umile, come il pane, che non figura nella lista delle 
specialità; ma è sempre lì per accompagnare. 

Significa che devi coltivare la tenerezza e la bontà, 
perché così è il pane, tenero e buono. 

di R. Prieto 

----------------

Un uomo fu testimone di una lezione di umiltà impartita da due animali.
Due capre di montagna si trovarono faccia a faccia su un sentiero di montagna.
Da un lato vi era un precipizio e dall'altro una parete alta.
Il sentiero era troppo stretto per permettere ad entrambe di passare.
L'uomo si aspettava che le capre cominciassero a darsi cornate finché una sarebbe caduta lasciando libera la via,
ma stranamente una delle due si distese lasciando passare l'altra sul suo corpo!

I due sassolini

Devoti a Maria
24/11/2013

Due sassolini, grossi si e no come una castagna, giacevano sul greto di un torrente. Stavano in mezzo a migliaia di altri sassi, grossi e piccoli, eppure si distinguevano da tutti gli altri. Perchè erano di un intenso colore azzurro. Loro due sapevano benissimo di essere i più bei sassi del torrente e se ne vantavano dal mattino alla sera. , strillavano, quando qualche sasso plebeo si avvicinava troppo. .

Erano insomma due sassi boriosi e insopportabili. Passavano le giornate a pensare che cosa sarebbero diventati, non appena qualcuno li avesse scoperti. . . .

Un bel mattino, mentre i raggi del sole giocavano con le trine di spuma dei sassi più grandi, una mano d'uomo entrò nell'acqua e raccolse i due sassolini azzurri. gridarono i due all'unisono. Finirono in una scatola di cartone insieme ad altri sassi colorati.

Poi una mano li prese e li schiacciò di malagrazia contro il muro in mezzo ad altri sassolini, in un letto di cemento tremendamente appiccicoso.

Piansero, supplicarono, minacciarono, Non ci fu niente da fare. I due sassolini azzurri si ritrovarono inchiodati al muro. Il tempo ricominciò a scorrere, lentamente. I due sassolini azzurri erano sempre più arrabbiati e non pensavano che ad una cosa: fuggire. Ma non era facile eludere la morsa del cemento, che era inflessibile e incorruttibile. I due sassolini non si persero di coraggio. Fecero amicizia con un filo d'acqua, che scorreva ogni tanto su di loro. Quando furono sicuri della lealtà dell'acqua le chiesero il favore che stava loro tanto a cuore.

Fece del suo meglio e dopo qualche mese i sassolini già ballavano un pò nella loro nicchia di cemento.

Finalmente, una notte umida e fredda, Tac! Tac!: i due sassolini caddero per terra.

E mentre erano sul pavimento, lanciarono un'occhiata verso quella che era stata la loro prigione. La luce della luna che entrava da una grande finestra illuminava uno splendido mosaico. Migliaia di sassolini colorati e dorati formavano la figura di Nostro Signore. Era il più bel Gesù che i due sassolini avessero mai visto.

Ma il volto...il dolce volto del Signore, in effetti, aveva qualcosa di strano. Sembrava quello di un cieco, ai suoi occhi mancavano le pupille!

i due sassolini azzurri compresero. Loro erano le pupille di Gesù. Chissà come stavano bene, come brillavano, come erano ammirati, lassù.

Rimpiansero amaramente la loro decisione. Quanto erano stati insensati!

Al mattino, un sacrestano distratto, poichè nell'ombra e nella polvere tutti i sassi sono uguali, li raccolse e, li buttò nel bidone della spazzatura.

“Tu sei la pupilla degli occhi di Dio”

(Deutronomio 32:10)


Prova

Devoti a Maria
19/01/2013


Non tutto il male vien per nuocere

Devoti a Maria
17/12/2012

Oggi  mi sono soffermata su questo raccontino che fa riflettere sul fatto “che non tutto il male ( o quel che appare tale) vien per nuocere “ 

buona lettura !!!

ciaooooooooo, Cecilia e Papà Egidio

  

Alto e trionfante, ben diritto e puntatoverso il cielo, un mandorlo dominava sull'orto.Era felice quando gli uccellini dai vivaci colori si rincorrevano sui suoi rami.


Ma un giorno si posò su uno dei suoi rami unupupa.

L'uccello appoggiò l'orecchio alla corteccia dell'albero e percepì il formicolio delle minuscole ma voraci larve cheabbondavano sotto la scorza.

Infilò il suo lungo becco ricurvo nel tronco del mandorlo, cominciò a estrarre le larve e a divorarle.


Il mandorlo precipitò in una cupa tristezza.

Quell'uccello squallido, che frugava con il becco nella sua corteccia e rovinava la sua perfetta bellezza, era veramenteinsopportabile.

Il superbo mandorlo fece di tutto per scacciare l'upupa, che finalmente un giorno se ne volò via.


Da quel momento le piccole larve poterono ingrassare in pace e lentamente invasero tutto il tronco.

Bastò un colpo di vento, una sera, aschiantare l'orgoglioso mandorlo.


Se qualcuno ci "becca sotto lapelle", mostrandoci difetti e manchevolezze, ci arrabbiamo...  forse dovremmo ringraziare le nostre upupe!

 


Racconti di Cecilia

Devoti a Maria


HO PENSATO CHE QUESTA VOLTA ERA BELLO ANTICIPARE IL SALUTO DEL VENERDÌ PER ARRIVARE IN QUESTA FESTA DEI SANTI CON L’AUGURIO DI BUON ONOMASTICO PER TUTTI  IN AGGIUNTA A QUELLO DI BUONISSIMA DOMENICA .
ED ECCO IL RACCONTO GIUNTOMI DA UN’AMICA
BUONA LETTURA, CIAOOOO!
CECILIA E PAPÀ EGIDIO

1/11/2012

PANE TOSTATO

Dopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.

Ricordo che stavo aspettando che lo notasse… Nonostante mio padre lo avesse notato, prese un pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata a scuola.

Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.

Quando mi alzai da tavola, quella sera, ricordo aver sentito mia madre chiedere scusa a mio padre per il pane tostato molto bruciato. Mai dimenticherò quello che gli disse:

"Cara non preoccuparti, a volte mi piace il pane tostato un po’ bruciato."

Più tardi, quella sera, andai a dare il bacio della buona notte a mio padre e gli chiesi se veramente gli piaceva il pane tostato bruciato.

Egli mi abbracciò e mi fece questa riflessione:

 “la tua mamma ha avuto un giorno molto duro nel lavoro, è molto stanca, ed inoltre un pane tostato un po’ bruciato non fa male a nessuno"…….

La vita è piena di cose imperfette. Imparare ad accettare i difetti e decidere di apprezzare ognuna delle differenze degli altri, è una delle cose più importanti per creare una relazione sana e duratura.

La comprensione e la tolleranza sono la base di ogni buona relazione.

Sii più gentile di quanto ritieni necessario esserlo perchè tutte le persone, in questo momento, stanno lottando a qualche tipo di battaglia.

Tutti abbiamo problemi e tutti stiamo imparando a vivere, ed è molto probabile che non ci basti una vita per imparare il necessario.

“Il viaggio verso la felicità non è diritto. Esistono curve chiamate EQUIVOCI,

esistono semafori chiamati AMICI, luci di posizione chiamate FAMIGLIA, e tutto si raggiunge se hai: Una ruota di scorta chiamata DECISIONE, un potente motore chiamato COMPRENSIONE, una buona assicurazione chiamata FEDE.

 Cecilia  Mangili

 

Ps: per scrivere a Cecilia via mail indirizzare a c.mangili@tiscali.it

9/11/2012

Oggi ecco un racconto breve breve e  pensieri suggeriti da semplici foglie, le foglie d’autunno che parlano con la loro estrema esplosione di colori preparandosi all’estate di S.Martino.
Aggiungo come sempre l’augurio di serena domenica.

Ciao, Cecilia e papà Egidio

FOGLIE D’AUTUNNO

Si accorreva per ascoltare un maestro dell’ eloquio incantevole. Ma un ascoltatore rimase attratto solo dal flusso mirabile delle frasi e non fu toccato nel cuore. Allora un discepolo del maestro spiegò: “Devi fare come se si trattasse di un albero autunnale: scuoti l’albero del discorso, fa’ cadere a terra tutte le foglie delle parole; quello che rimarrà è il frutto che nutrirà la tu anima”.

 Il dolore visita ogni persona con compiti che a volte, a prima vista, sembrano troppo gravosi, ma che finiscono per essere necessari alla maturazione dell’essere umano.

 I problemi sono come le foglie di un albero che, in una maniera o nell’altra, cadranno. Ciò che fa la differenza è piuttosto il modo di raccogliere queste foglie, ossia, come trattiamo i problemi.

A volte, lasciamo accumulare in terra le foglie, senza dare la giusta importanza al monte che si forma, finché vediamo che riempiono il terreno, invadono i luoghi fino ai cortili vicini....

Insieme alle foglie giornaliere, cerchiamo di rimuovere i problemi superati,  separando ciò che è importante da ciò che non lo è.

Non aspettare che arrivi l’autunno che porti via tutte le foglie in una sola volta, mantieni il tuo giardino della vita sempre pulito,

coltiva i fiori (ottimismo),

irrigua con buon umore,

spargi i semi (carità) in tutti i giardini

e riceverai i profitti della tua dedizione:

profumo di terra umida,

colori e profumo dei frutti…

i frutti che alimentano la pace e che riempiono lo spirito.

I problemi sono foglie di alberi, tu sei il giardiniere della vita, e la vita richiede attenzione giornaliera.

La vita è come un giardino.

È del tutto normale che le foglie si secchino e i fiori appassiscano.

Soltanto superando ciò che è passato potremo realmente godere della bellezza di nuove foglie e fiori.

Dovremmo riuscire ad affrontare ogni momento della vita con aspettativa rinnovata, come un fiore appena sbocciato.


Per scrivere a Cecilia via mail indirizzare a c.mangili@tiscali.it

24/11/2012

 

Questa volta arrrivo in ritardo.... ma non rinuncio all’augurio di buona domenica .... sto preparando con l’aiuto di una schiera di ... angeli  una mostra-mercato con le mie Madonnine per i piccoli amici di Betlemme.

sarà dal 2 all’8 dicembre a Villa d’Almè .... non avrei mai osato pensare qualcosa di simile

Sono giornate laboriose e fantastiche grazie agli amici che si stanno impegnando con tanto cuori,  per i vari aspetti organizzativi.

E con questo pensiero del Cardinale Balestrero, che faccio mio, aggiungo il nostro saluto, mio e di papà Egidio

Ciao, buona domenica di Cristo Re !

 

Quale sarà il mio posto nella casa di Dio? Lo so, non mi farai fare brutta figura, non mi farai sentire creatura che non serve a niente, perché tu sei fatto così: quando serve una pietra per la tua costruzione, prendi il primo ciottolo che incontri, lo guardi con infinita tenerezza e lo rendi quella pietra di cui hai bisogno: ora splendente come un diamante, ora opaca e ferma come una roccia, ma sempre adatta al tuo scopo.
Cosa farai di questo ciottolo che sono io, di questo piccolo sasso che tu hai creato e che lavori ogni giorno con la potenza della tua pazienza, con la forza invincibile del tuo amore trasfigurante?
Tu fai cose inaspettate, gloriose. Getti là le cianfrusaglie e ti metti a cesellare la mia vita. Se mi metti sotto un pavimento che nessuno vede ma che sostiene lo splendore dello zaffiro o in cima a una cupola che tutti guardano e ne restano abbagliati, ha poca importanza.
Importante è trovarmi là dove tu mi metti, senza ritardi.
E io, per quanto pietra, sento di avere una voce: voglio gridarti, o Dio, la mia felicità di trovarmi nelle tue mani malleabile, per renderti servizio, per essere tempio della tua gloria.

Per scrivere a Cecilia via mail indirizzare a  c.mangili@tiscali.it

San Bernardo ogni volta che passava davanti ad una statua della Vergine, che era nel suo convento, si soffermava per volgerle un saluto: “Ave Maria” soleva dire ...

Finché, una volta, sentì il saluto rivolto a  lui: «Ave Bernardo». Era proprio Maria.

Chi saluta Maria sarà anche da lei salutato.

E il saluto di Maria, dice san Bonaventura, sarà qualche grazia, con cui ella risponde sempre a chi la saluta.
Inverno: tempo di silenzio. Del più bel silenzio dell’anno: silenzio bianco, silenzio luminoso delle nevi. Tempo di silenzio, quindi tempo prezioso. Nel silenzio, infatti, risplende sempre qualcosa. No, non ha sbagliato chi ha definito l’inverno la primavera del genio. Inverno: tempo di trasparenza. Stagione pulita, stagione cristallo. Puoi perdere la testa in un cielo colmo di stelle. L’inverno ricorda che l’uomo è un dio caduto dall’alto, che ha nostalgia di cieli.Inverno: tempo di gelo. Ogni cosa è rigida, ferma, bloccata. Eppure continuo a credere al grano, ai fiori, alle rondini Dove c'é speranza, anche sotto i cappotti si può sentire il sole. Per la Chiesa questi sono i giorni dell’Avvento: giorni, cioè, dell’attesa del Natale. Aspettare è un verbo bellissimo! L’intensità e l’altezza dell’attesa sano cartine di tornasole per valutare la freschezza di uno spirito. Diceva Cesare Pavese: “Aspettare è ancora un’occupazione. E’ non aspettare niente che è terribile”. A Pavese fa eco Lanza del Vasto: “La disperazione non è non aver niente. E’ non aspettare più niente”. Pensate al grande mistero che si sta compiendo: un Dio che si fa uomo! Bisogna che la mia anima sia qualcosa di grande, se i cieli e la terra si commuovono e un Dio viene a farsi bambino proprio per me. (S. Giovanni Bosco) Chi non attende nulla non è capace di far veramente qualcosa. (Simone Weil) Più lunga l’attesa, più grande la gioia. (Proverbio russo) Il principale compito dell’uomo nella vita è quello di dare alla luce se stesso. (E. Fromm) Lui, il bambino, ammira, tu, adulto ragioni; lui sogna, tu contratti; lui fa l’ombra corta, tu l’ombra lunga; lui ha paura del buio, tu della luce; lui dice la verità con la faccia sporca, tu la menzogna con i denti puliti; lui cresce, tu invecchi...

Viene voglia di essere un bambino grande!

8/12/2012

Questa volta arrivo!
Ho avuto giornate stracolme e sorprendenti, intense di emozioni impreviste... e ancora non è conclusa questa bella vicenda della mostra mercato a cui avevo accennato la volta scorsa... e domani ci sarà il mercatino di Natale , qui a Valbrembo, beh ora tutto è pronto.... alleluia alleluia e sono felice di arrivare con l’augurio di buona  festa  dell’Immacolata, di buona domenica d’Avvento e con un gioioso saluto accompagnato da qualche nota che ho letto  con piacere e che condivido molto volentieri

Ciaooooooooooo Cecilia e papà Egidio