Medjugorje

 

Storia dei luoghi e dei fatti

Devoti a Maria


Introduzione

Medjugorje è una cittadina che fa parte del Comune di Citluk. Si trova in Bosnia-Erzegovina e più esattamente in Erzegovina, la regione situata all'estremità sud-orientale della
Bosnia ed Erzegovina, l'unica ad affacciarsi, anche se per un brevissimo tratto (25 km), sul mare Adriatico. Il principale centro urbano dell'Erzegovina è costituito dalla città di Mostar.

Il nome “Bosnia” deriva dal fiume “Bosna” che nasce nei dintorni della capitale, Sarajevo. E “Bosna”, in illirico “boghi-na”, significa “che scorre”. “Erzegovina” deriva dal tedesco “Herzog” e significa invece “Ducato”, quale fu questa zona dei Balcani occidentali dal 1448. Uno “stato che scorre” si potrebbe tradurre letteralmente il termine di “Bosnia Erzegovina”. In effetti, questo termine coglie l’essenza di una terra che ha visto scorrere la storia, passare regni e popolazioni, culture e religioni, come è tipico di una terra di frontiera. La Bosnia Erzegovina è infatti terra di frontiera ma anche porta di accesso, di transito tra Oriente ed Occidente.

La penisola Balcanica è da sempre una realtà molto variegata dal punto di vista etnico, culturale e religioso. Si pensi solo che nel 1981, l’anno delle prime apparizioni, abitavano nell’allora Jugoslavia meno di 23 milioni di abitanti, per 24 gruppi etnici.

Qui passava il confine tra l’Impero Romano d’Occidente facente capo a Roma e quello di Oriente (Slovenia e Croazia erano parte dell’impero di Roma). In seguito fu terra contesa tra Bisanzio e i regni barbari occidentali.

Nel 600 ci fu l’invasione degli Slavi. Dal VII al XII secolo le tribù  autonome, o “zupe”, di slavi che abitavano le diverse valli della Bosnia, non essendo molto coese tra di loro, vennero sottomesse, in periodi diversi, a vari “padroni”: i croati , i serbi, gli ungheresi e specialmente gli imperatori di Bisanzio. Questo periodo cessò con il regno di Kulin (1180-1204), la prima vera organizzazione statuale bosniaca di rilevanza storica.


La diffusione del Cristianesimo

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Il cristianesimo si diffuse nell’area compresa tra il Danubio e la costa della Dalmazia a partire dal III secolo. Questa terra fu molto contesa anche dal punto di vista religioso.

Verso la fine del IX secolo si arrivò ad una forte crisi tra Roma e Bisanzio per il controllo religioso e politico dell’area dalmato-danubiana. Il Papa Giovanni VIII nel 879 minacciò di scomunica tutti i vescovi bizantini della costa dalmata che si fossero rifiutati di ubbidirgli. Riuscì a convincere il vescovo di Nin, Teodosio, che si era dichiarato incerto e lo promosse ad arcivescovo di Spalato che, fino ad allora, era stata una antica metropoli bizantina. A fronte di questa decisione, Spalato divenne la capitale religiosa del popolo croato che divenne definitivamente cattolico romano.

In seguito anche diversi capi croati si fecero cristiani latini.

Così nelle valli della attuale Bosnia – Erzegovina si incrociarono le due azioni di cristianizzazione. I missionari della chiesa latina arrivarono da nord, dopo aver già convertito le attuali popolazioni della Slovenia, della Slovacchia, della Ungheria e della Croazia); i missionari della chiesa ortodossa arrivarono invece da sud, dall’attuale Bulgaria, dopo aver già convertito le attuali popolazioni della Macedonia e della Serbia.

Nel frattempo, la Serbia si era liberata dal rapporto con Bisanzio già nel 1200 ed aveva raggiunto la sua massima estensione nella metà del 1300 con il Re Stefano IX che seguendo il progetto della Grande Serbia l’aveva portato a conquistare la Macedonia, l’Albania e l’Epiro.

In Bosnia invece, come già detto, il primo regno indipendente ed autonomo fu quello di Kulin, che governò dal 1180 al 1204. Fu un periodo di grande prosperità. Dopo la sua morte ci fu un periodo molto confuso, a causa dello scisma tra le chiese d'Oriente ed Occidente e il diffondersi dell'eresia dei Bogomili.

Questi erano degli eretici cristiani. Ritenevano che il mondo fosse stato creato dal diavolo e quindi l'uomo per sfuggire al suo dominio dovesse evitare ogni contatto con la materia e vivere come un asceta. I bogomili non riconoscevano il Vecchio Testamento, l'incarnazione di Gesù, la sua messa in croce, i sacramenti, la  Chiesa cristiana e formarono una specie di Chiesa di Bosnia. Il bogomilismo divenne una fede non solo del popolo, ma anche dei nobili e dei signori; lo stesso Kulin aderì a questa chiesa, per poi abiurare nel 1203 a seguito di pressioni del papa e del re di Ungheria. Nonostante ciò, la chiesa bosniaca si diffuse ulteriormente.


Medjugorje oggi

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07/02/2013