Catechesi

 

Catechesi per adulti, Ponte Cappuccini 22 ottobre

Devoti a Maria
16/11/2014




Scoprendosi amato da Dio, l'uomo comprende la propria trascendente dignità, impara a non accontentarsi di sé e ad incontrare l'altro in una rete di relazioni sempre più autenticamente umane. Uomini resi nuovi dall'amore di Dio sono in grado di cambiare le regole e la qualità delle relazioni e anche le strutture sociali: sono persone capaci di portare pace dove ci sono conflitti, di costruire e coltivare rapporti fraterni dove c'è odio, di cercare la giustizia dove domina lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Solo l'amore è capace di trasformare in modo radicale i rapporti che gli esseri umani intrattengono tra loro. Inserito in questa prospettiva, ciascun uomo di buona volontà può intravedere i vasti orizzonti della giustizia e dello sviluppo umano nella verità e nel bene.


Una serata dedicata al Compendio della Chiesa Cattolica (link), di cui sono stati commentati i punti da 1 a 27.

I video: seconda parte (link); terza parte (link).



Catechesi per adulti, Domagnano 20 maggio 2014

Devoti a Maria
16/11/2014




Il discorso del Santo Padre Francesco alla 66a Assemblea Generale della CEI (link)

Catechesi per adulti, Domagnano 13 maggio 2014

Devoti a Maria
16/11/2014



Una serata dedicata all'incontro di Papa Francesco con la scuola, in cui abbiamo anche commentato il video di Giacomo Porretti sulla Madonnina e le parole di Mons. Galantino che tanto hanno fatto discutere i cattolici (link)

Video di Papa Francesco all'incontro del 10 maggio 2014 con la scuola italiana: link
Discorso del Santo Padre al mondo della scuola italiana: link


Catechesi per adulti, Domagnano 29 aprile 2014

Devoti a Maria
26/10/2014




Omelia di Giovanni Paolo II per l’inizio del Pontificato

Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! 

Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! 

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! 

Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! 

Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. 

10. Dimensione umana del mistero della Redenzione

L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non s'incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente. E perciò appunto Cristo Redentore - come è stato già detto - rivela pienamente l'uomo all'uomo stesso. Questa è - se così è lecito esprimersi - la dimensione umana del mistero della Redenzione. In questa dimensione l'uomo ritrova la grandezza, la dignità e il valore propri della sua umanità. Nel mistero della Redenzione l'uomo diviene nuovamente «espresso» e, in qualche modo, è nuovamente creato. Egli è nuovamente creato! «Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù»64. L'uomo che vuol comprendere se stesso fino in fondo - non soltanto secondo immediati, parziali, spesso superficiali, e perfino apparenti criteri e misure del proprio essere - deve, con la sua inquietudine e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte, avvicinarsi a Cristo. Egli deve, per così dire, entrare in Lui con tutto se stesso, deve «appropriarsi» ed assimilare tutta la realtà dell'Incarnazione e della Redenzione per ritrovare se stesso. Se in lui si attua questo profondo processo, allora egli produce frutti non soltanto di adorazione di Dio, ma anche di profonda meraviglia di se stesso. Quale valore deve avere l'uomo davanti agli occhi del Creatore se «ha meritato di avere un tanto nobile e grande Redentore»65, se «Dio ha dato il suo Figlio», affinché egli, l'uomo, «non muoia, ma abbia la vita eterna»66.

In realtà, quel profondo stupore riguardo al valore ed alla dignità dell'uomo si chiama Vangelo, cioè la Buona Novella. Si chiama anche Cristianesimo. Questo stupore giustifica la missione della Chiesa nel mondo, anche, e forse di più ancora, «nel mondo contemporaneo». Questo stupore, ed insieme persuasione e certezza, che nella sua profonda radice è la certezza della fede, ma che in modo nascosto e misterioso vivifica ogni aspetto dell'umanesimo autentico, è strettamente collegato a Cristo. Esso determina anche il suo posto, il suo - se così si può dire - particolare diritto di cittadinanza nella storia dell'uomo e dell'umanità. La Chiesa, che non cessa di contemplare l'insieme del mistero di Cristo, sa con tutta la certezza della fede, che la Redenzione, avvenuta per mezzo della croce, ha ridato definitivamente all'uomo la dignità ed il senso della sua esistenza nel mondo, senso che egli aveva in misura notevole perduto a causa del peccato. E perciò la Redenzione si è compiuta nel mistero pasquale, che attraverso la croce e la morte conduce alla risurrezione.

Il còmpito fondamentale della Chiesa di tutte le epoche e, in modo particolare, della nostra, è di dirigere lo sguardo dell'uomo, di indirizzare la coscienza e l'esperienza di tutta l'umanità verso il mistero di Cristo, di aiutare tutti gli uomini ad avere familiarità con la profondità della Redenzione, che avviene in Cristo Gesù. Contemporaneamente, si tocca anche la più profonda sfera dell'uomo, la sfera - intendiamo - dei cuori umani, delle coscienze umane e delle vicende umane.

 

All’UNESCO

«Genus humanum arte et ratione vivit» (cfr. S.Thomae «In Aristotelis "Post. Analyt."», 1). Queste parole di uno dei più grandi geni del cristianesimo, che fu nello stesso tempo un continuatore fecondo del pensiero antico, portano al di là del cerchio e del significato contemporaneo della cultura occidentale sia mediterranea che atlantica. Esse hanno un significato che si applica all'insieme dell'umanità in cui si incontrano le diverse tradizioni che costituiscono la sua eredità spirituale e le diverse epoche della sua cultura. Il significato essenziale della cultura consiste, secondo queste parole di san Tommaso d'Aquino, nel fatto che essa è una caratteristica della vita umana come tale. L'uomo vive di una vita veramente umana grazie alla cultura. La vita umana è cultura nel senso anche che l'uomo si distingue e si differenzia attraverso essa da tutto ciò che esiste per altra parte nel mondo visibile: l'uomo non può essere fuori della cultura. La cultura è un modo specifico dell'«esistere» e dell'«essere» dell'uomo. L'uomo vive sempre secondo una cultura che gli è propria, e che, a sua volta, crea fra gli uomini un legame che pure è loro proprio, determinando il carattere inter-umano e sociale dell'esistenza umana. Nell'unità della cultura, come modo proprio dell'esistenza umana, si radica nello stesso tempo la pluralità delle culture in seno alle quali l'uomo vive. In questa pluralità, L'uomo si sviluppa senza perdere tuttavia il contatto essenziale con l'unità della cultura in quanto dimensione fondamentale ed essenziale della sua esistenza e del suo essere.

7. L'uomo che, nel mondo visibile, è l'unico soggetto ontico della cultura, è anche il suo unico oggetto e il suo termine. La cultura è ciò per cui l'uomo in quanto uomo diventa più uomo, «è» di più, accede di più all'«essere». E' qui anche che si fonda la distinzione capitale fra ciò che l'uomo è e ciò che egli ha, fra l'essere e l'avere. La cultura si situa sempre in relazione essenziale e necessaria a ciò che è l'uomo, mentre la sua relazione a ciò che egli ha, al suo «avere», è non soltanto secondaria, ma del tutto relativa. 


Catechesi per adulti, Domagnano, 8 aprile 2014 - I

Devoti a Maria
28/04/2014

La catechesi è stata basata sul testo dell'udienza del Santo Padre in tema di Matrimonio: link

Nella serata abbiamo parlato anche di:
- l'indissolubilità del Matrimonio è un dono non una norma - Card. Caffarra: link;
- preghiera per il Venezuela e i Missionari rapiti in Cameroun: link


Catechesi per adulti, Domagnano, 26 marzo 2014 ore

Devoti a Maria
26/03/2014

Dalla Prolusione del Card. Bagnasco

5. Iperindividualismo

Come è grande e antica la presenza operosa della Chiesa accanto a tutte le povertà materiali della gente e dei popoli, così è grande e convinta la sua attenzione a tutto ciò che corrompe la mente e il cuore, rende smarrita e confusa la persona sulla sua identità, sul valore della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla nascita, dalla crescita alla piena maturità, dal declino fino alla morte naturale: “La difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. (…) Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno” (id. 213). Seminare e codificare errori su queste realtà fa incerti e fragili i rapporti, alimenta diffidenze in chi si trova nel bisogno e nella dipendenza, rende individualista la società. Tutto ciò è la premessa – forse prevista e voluta – perché i più forti e senza scrupoli possano manipolare e piegare persone e Nazioni ai propri interessi. Bisogna andare contro la corrente di un individualismo scellerato che – applicato ai vari campi dell’esistenza privata e pubblica – porta a camminare sulla pelle dei poveri, a non aver tempo di fermarsi accanto alle moltitudini ferite sulla via di Gerico. È una visione iperindividualista all’origine dei mali del mondo, tanto all’interno delle famiglie quanto nell’economia, nella finanza e nella politica. Ma il sentire profondo del nostro popolo è diverso. Come Pastori, che hanno la grazia di vivere con la gente, ne conosciamo l’impegno nei doveri quotidiani, il senso profondo della famiglia, la solidarietà nelle relazioni, l’autentico eroismo nella dedizione ai malati e agli anziani, la passione responsabile nell’educazione dei figli. È questa rete virtuosa che sostiene il Paese e la speranza nel futuro. La ripresa, giustamente invocata, sarà un’illusione senza una rinascita morale e spirituale; e ciò sarebbe tanto più grave perché la dura lezione della crisi sarebbe stata vana, pagata soprattutto dai deboli. Bisogna accelerare la conversione dall’io al noi e dal mio al nostro: non certo nel senso che non esistono più l’io e il mio, ma nel senso che mai più dovranno essere intesi come degli assoluti, cioè slegati dal resto del mondo fatto di “altri”: persone, istituzioni, aziende, Paesi. Un mondo fatto da stagioni diverse, come l’efficienza dell’età adulta, l’infanzia e la giovinezza, la malattia e la vecchiaia. Un mondo fatto di aree diverse di sviluppo e risorse, di ricchi e di poveri, di giustizia e di ingiustizia, di diritti umani proclamati e di fatto violati, come ad esempio i diritti del bambino, oggi sempre più aggredito: ridotto a materiale organico da trafficare, o a schiavitù, o a spettacolo crudele, o ad arma di guerra, quando non addirittura esposto all’aborto o alla tragica possibilità dell’eutanasia. Ciò grida vendetta al cospetto di Dio. O anche la tratta delle donne, la violazione – a volte fino alla morte – della loro dignità. In un mondo che si definisce evoluto e civile, quante sono ancora le forme di violenza e di barbara criminalità che assume anche forme organizzate e mafiose, come è stato ricordato nei giorni scorsi dal Santo Padre incontrando i familiari delle vittime nella Parrocchia romana di San Gregorio! Anche la libertà religiosa è ancora perseguitata in troppe regioni del mondo, e da non poche parti del pianeta continuano a salire rumori di conflitto che devono essere affrontati con le armi della preghiera e del dialogo onesto senza altri interessi. A tanti nostri fratelli e sorelle in umanità e spesso nella fede, che sono anche vicinissimi perché parte del nostro Continente – come il popolo ucraino da questa simbolica sede vogliamo far pervenire la nostra vicinanza di Pastori, perché le ansie e le sofferenze, i diritti e le speranze di tutti trovino casa nella giustizia e nella pace. Anche per questo, la comunità cristiana ha aderito con gratitudine all’iniziativa di Papa Francesco, per 24 ore di adorazione e riconciliazione in tutte le Diocesi.

 

6. Educare intelligenza e cuore

Come sappiamo, l’annuncio di Cristo è fondamento e criterio dell’educazione delle intelligenze e dei cuori, una educazione integrale che la scuola è chiamata a offrire: “Il compito educativo è una missione chiave”, affermava recentemente il Santo Padre (Discorso ai Superiori Generali degli Istituti maschili di vita religiosa, 29.11.2013). E noi, Vescovi Italiani, con rinnovato impegno camminiamo nella via del decennio che abbiamo dedicato a questa missione. Per questo, con tutte le persone di buona volontà e di retto sentire, guardiamo all’appuntamento del 10 maggio prossimo in piazza San Pietro con il Papa. Davanti a Lui e con Lui, riaffermeremo l’urgenza del compito educativo; la sacrosanta libertà dei genitori nell’educare i figli; il grave dovere della società – a tutti i livelli e forme – di non corrompere i giovani con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi; il diritto ad una scuola non ideologica e supina alle mode culturali imposte; la preziosità irrinunciabile e il sostegno concreto alla scuola cattolica. Essa è un patrimonio storico e plurale del nostro Paese, offrendo un servizio pubblico seppure in mezzo a grandi difficoltà e a prezzo di sacrifici imposti dall’ingiustizia degli uomini: ingiustizia che i responsabili fanno finta di non vedere pur sapendo – tra l’altro – l’enorme risparmio che lo Stato accantona ogni anno grazie a questa peculiare presenza. È in questo orizzonte che riaffermiamo il primato della persona, e quindi la tutela che si deve ad ogni persona specialmente se in situazione di fragilità – contro ogni forma di discriminazione e violenza. E nello stesso tempo non possiamo non ricordare il grave pericolo che deriva dallo stravolgere o disattendere i fondamentali fatti e principi di natura che riguardano i beni della vita, della famiglia e dell’educazione. La preparazione alla grande Assise del Sinodo sulla Famiglia, che si celebrerà in due fasi nel 2014 e nel 2015, nonché il recente Concistoro sul medesimo tema, hanno provvidenzialmente riposto l’attenzione su questa realtà tanto “disprezzata e maltrattata”, come ha detto il Papa: commenterei, “disprezzata” sul piano culturale e “maltratta” sul piano politico. Colpisce che la famiglia sia non di rado rappresentata come un capro espiatorio, quasi l’origine dei mali del nostro tempo, anziché il presidio universale di un’umanità migliore e la garanzia di continuità sociale. Non sono le buone leggi che garantiscono la buona convivenza – esse sono necessarie – ma è la famiglia, vivaio naturale di buona umanità e di società giusta. In questa logica distorta e ideologica, si innesta la recente iniziativa – variamente attribuita – di tre volumetti dal titolo “Educare alla diversità a scuola”, che sono approdati nelle scuole italiane, destinati alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado. In teoria le tre guide hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione – cosa giusta –, in realtà mirano a “istillare” (è questo il termine usato) nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre…parole dolcissime che sembrano oggi non solo fuori corso, ma persino imbarazzanti, tanto che si tende a eliminarle anche dalle carte. È la lettura ideologica del “genere” – una vera dittatura – che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni. Viene da chiederci con amarezza se si vuol fare della scuola dei “campi di rieducazione”, di “indottrinamento”. Ma i genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati? Si è chiesto a loro non solo il parere ma anche l’esplicita autorizzazione? I figli non sono materiale da esperimento in mano di nessuno, neppure di tecnici o di cosiddetti esperti. I genitori non si facciano intimidire, hanno il diritto di reagire con determinazione e chiarezza: non c’è autorità che tenga. Anche il fenomeno dell’”alcol estremo” – cioè di bere fino allo sfinimento o peggio – non può lasciare indifferente nessuno, tranne chi si arricchisce sul male degli altri. Si dovrebbe, invece, sprigionare nell’intera società un brivido di rifiuto e di seria preoccupazione, tale da provocare investimenti seri di risorse umane, economiche e valoriali, ben più meritorie rispetto a iniziative ideologiche e maldestre.

 


Catechesi per adulti, Domagnano, 11 marzo 2014 ore

Devoti a Maria
25/03/2014

La catechesi si è basata su questo testo del Santo Padre: link


Catechesi per adulti, Domagnano, 4 marzo 2014 ore

Devoti a Maria
04/03/2014

Serata dedicata alla Eucarestia, seguendo la Catechesi del Santo Padre (link).

Nella serata abbiamo parlato anche di:
1) Messaggio del Papa per la quaresima 2014 (link)
2) Introduzione allo spirito della liturgia (link1; link2)



Catechesi per adulti, Domagnano 18 febbraio ore 21

Devoti a Maria
16/02/2014




Nella serata abbiamo vissuto insieme le emozioni di tre video Thailandesi di una casa produttrice di Lingerie, ognuno dei quali ci ha fatto vedere, con aspetti diversi, la vera bellezza delle donne, proprio quella che rischiamo di perdere in occidente, pensate alla NOSTRA pubblicità di lingerie ....

* Video 1 (link)

* Video 2 (link)

* Video 3 (link)

Il commento di Suor Maria Gloria Riva con la versione integrale dei 3 video (link)

Nella serata abbiamo parlato anche di:
- la morte di Riberto Freak Antoni, ex cantante degli Skiantos (link);
- Benedetto XVI e i tagliatori di sicomori (link);
- donare è la miglior cosa (link);
- l'esistenza di Dio e del barbieri (link);
- i giovani della Rosa Bianca (link).


Catechesi per adulti, Domagnano 11 febbraio 2014 o

Devoti a Maria
09/02/2014

Una serata dedicata alla catechesi del Papa in tema di sacramenti: la Cresima

Testo (link); video (link).


Nella serata abbiamo parlato anche di:
1) Papa Francesco e la Santa Messa (link)
2) Papa Benedetto XVI e le "minoranze creative" (link)
3) Kung a Repubblica su Chiesa e Fedeli (link)
4) La conversione di Andrè Frossard (link)

A martedì prossimo...

Catechesi per adulti Domagnano, 4 febbraio 2014, o

Devoti a Maria
02/02/2014

Una serata dedicata alla catechesi del Papa in tema di sacramenti: il Battesimo

Testo (link); video (link).


Nella serata abbiamo parlato anche di:
1) Manif pour Tous, buone notizie dalla Francia (link)
2) Pedofilia, quando lo scandalo non fa notizia (link)

3) Salmo 50 (link)
4) Pio IX e il caso Mortara (link)
5) Lettera a giornale.sm (link alla presunta notizia)

C’è un vantaggio (si fa per dire) a vivere qui a San Marino. Basta un niente per andare sui giornali e fare notizia. Così è capitato a Don Peppino in questi giorni, per un fatto che – anche dal racconto più malevolo – non avrebbe interrogato nessuno colle domande espresse dal giornalista e/o dagli intervistati.
Sono sacerdote da 40 anni e anche a me sono capitati episodi simili. E anche a me è capitato di fermare per un poco di tempo la Messa (in attesa che qualcuno chiamasse medico o ambulanza) e poi, dopo essermi accertato della situazione, di avere proseguito la celebrazione. E non perché «la messa vale più di un uomo» che sta male, ma per il semplice motivo che non potevamo fare nulla, se non – visto che noi crediamo – pregare anche per l’ammalato.
Sembra di assistere, ascoltando alcune delle reazioni pubblicate sul giornale, alla esibizione della solita presunzione, di chi sa già tutto quello che bisogna fare, e – nel caso i responsabili si siano comportati diversamente – nella inevitabile condanna.
Da un lato i giusti e puri (che si sentono tutti del grandi CT – Commissari tecnici della Nazionale) e dall’altro i soliti incompetenti e – soprattutto – in malafede.
Personalmente questi moralisti un tanto al chilo non mi sono particolarmente simpatici.
Don Gabriele Mangiarotti



Catechesi per adulti, Domagnano 28 gennaio 2014

Devoti a Maria
28/01/2014

Una serata di stretta attualità, dedicata al tema della "Identità di genere" e della legge in fase di discussione nel parlamento italiano in tema di "Omofobia", in compagnia di Giancarlo Amato dei Giuristi per la Vita (http://www.giuristiperlavita.org/), di cui consigliamo l'ultimo libro proprio su questo argomento (link), con la prefazione di S.E. Mons. Luigi Negri.

Alcuni documenti relativi ai temi trattati nella serata:

1) Video intervista a Giancarlo Amato sul tema "Omofobia" (link1; link2; link3)
2) Sentenza di Rovereto (link)
3) Presa di posizione vescovi veneti su Legge Omofobia (link)
4) Editoriale Piero Ostellino (link)
5) Standard OMS per l'educazione sessuale (link)



La serata ci ha coinvolto anche come genitori ed educatori, ricordando l'art. 26 della Dichiarazione dei diritti dell'Uomo:

ART. 26

1) Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve

essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari

e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.

L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla

portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente

accessibile a tutti sulla base del merito.

2) L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della

personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti

dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere

la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni,

i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni

Unite per il mantenimento della pace.

3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di

istruzione da impartire ai loro figli.






 

Catechesi per adulti, Domagnano, 21 gennaio 2014

Devoti a Maria
26/01/2014

Prima catechesi dell'anno nuovo, dedicata a due testi di altrettante udienze generali di Papa Francesco:

link1 - link2

Catechesi per adulti, Domagnano 17 dicembre 2013 o

Devoti a Maria
15/12/2013

Ultima catechesi del 2013, dedicata alla Enciclica Lumen Fidei.

Un estratto del testo integrale, dal titolo "Fede e Verità" commentato nella serata: " Nella cultura contemporanea si tende spesso ad accettare come verità solo quella della tecnologia: è vero ciò che l’uomo riesce a costruire e misurare con la sua scienza, vero perché funziona, e così rende più comoda e agevole la vita. Questa sembra oggi l’unica verità certa, l’unica condivisibile con altri, l’unica su cui si può discutere e impegnarsi insieme."

Nella serata abbiamo parlato anche del ruolo di noi genitori nell'educazione (custodia) dei nostri figli:
- la vita non è un videogame e l'amore non è un porno show;
- sito di Teen Stars.

La serata si è chiusa con alcuni consigli di buone letture:
- La mia porta è sempre aperta;
- Una lacrima mi ha salvato;
- Religiosità, alternativa, sette, spriritualismo.

Tanti cari auguri di buon Natale e arrivederci nel 2014.





Catechesi per adulti di Domagnano, 10 dicembre 201

Devoti a Maria
10/12/2013

Una serata dedicata al ricordo e alle impressioni della messa con Papa Francesco di Don Gabriele e Suor Maria Gloria Riva, con il commento anche della omelia del giorno (vedi di seguito).

Il Papa: la porta del Signore è sempre aperta, il cristiano non perda mai la speranza

Quando Gesù si avvicina a noi, sempre apre le porte e ci dà speranza. E’ quanto affermato da Papa Francesco, stamani, nella Messa alla Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che non dobbiamo avere paura della consolazione del Signore, ma anzi dobbiamo chiederla e cercarla. Una consolazione che ci fa sentire la tenerezza di Dio. Il servizio di Alessandro Gisotti:RealAudioMP3

“Consolate, consolate il mio popolo”. Papa Francesco ha iniziato la sua omelia soffermandosi su un passo del Libro del Profeta Isaia, Libro della consolazione d’Israele. Il Signore, ha osservato, si avvicina al suo popolo per consolarlo, “per dargli pace”. E questo “lavoro di consolazione” è così forte che “rifà tutte le cose”. Il Signore compie una vera ri-creazione:

“Ricrea le cose. E la Chiesa non si stanca di dire che questa ri-creazione è più meravigliosa della creazione. Il Signore più meravigliosamente ricrea. E così visita il suo popolo: ricreando, con quella potenza. E sempre il popolo di Dio aveva questa idea, questo pensiero, che il Signore verrà a visitarlo. Ricordiamo le ultime parole di Giuseppe ai suoi fratelli: ‘Quando il Signore vi visiterà portate con voi le mie ossa’. Il Signore visiterà il suo popolo. E’ la speranza di Israele. Ma lo visiterà con questa consolazione”.

“E la consolazione – ha proseguito – è questo rifare tutto non una volta, tante volte, con l’universo e anche con noi”. Questo “rifare del Signore”, ha detto il Papa, ha due dimensioni che è importante sottolineare. “Quando il Signore si avvicina – ha affermato – ci dà speranza; il Signore rifà con la speranza; sempre apre una porta. Sempre”. Quando il Signore si avvicina a noi, ha tenuto a ribadire, “non chiude le porte, le apre”. Il Signore “nella sua vicinanza – ha soggiunto – ci dà la speranza, questa speranza che è una vera fortezza nella vita cristiana. E’ una grazia, è un dono”:

“Quando un cristiano dimentica la speranza, o peggio perde la speranza, la sua vita non ha senso. E’ come se la sua vita fosse davanti ad un muro: niente. Ma il Signore ci consola e ci rifà, con la speranza, andare avanti. E anche lo fa con una vicinanza speciale a ognuno, perché il Signore consola il suo popolo e consola ognuno di noi. Bello come il brano di oggi finisce: ‘Come un pastore egli fa pascolare il gregge, e con il suo braccio lo raduna, porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri’. Quell’immagine di portare gli agnellini sul petto e portare dolcemente le madri: questa è la tenerezza. Il Signore ci consola con tenerezza”.

Dio che è potente, ha proseguito, "non ha paura della tenerezza". "Lui si fa tenerezza, si fa bambino, si fa piccolo”. Nel Vangelo, ha osservato, Gesù stesso lo dice: “Così è la volontà del Padre, che neanche uno di questi piccoli si perda”. Agli occhi del Signore, ha aggiunto, “ognuno di noi è molto, molto importante. E Lui si dà con tenerezza”. E così ci fa “andare avanti, dandoci speranza”. Questo, ha detto ancora, “è stato il principale lavoro di Gesù” nei “40 giorni fra la Risurrezione e l’Ascensione: consolare i discepoli; avvicinarsi e dare consolazione”:

“Avvicinarsi e dare speranza, avvicinarsi con tenerezza. Ma pensiamo alla tenerezza che ha avuto con gli apostoli, con la Maddalena, con quelli di Emmaus. Si avvicinava con tenerezza: ‘Dammi da mangiare’. Con Tommaso: 'Metti il tuo dito qui'. Sempre così è il Signore. Così è la consolazione del Signore. Che il Signore ci dia a tutti noi la grazia di non avere paura della consolazione del Signore, di essere aperti: chiederla, cercarla, perché è una consolazione che ci darà speranza e ci farà sentire la tenerezza di Dio Padre”.


Catechesi Adulti - Martedì 3 Dicembre ore 21-22

Devoti a Maria
30/11/2013

Siamo tutti colpiti da Papa Francesco, che nella sua Esortazione Evangelii Gaudium così ci richiama.
 

Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata.”

Che cosa ti dicono queste parole?

Se non ti sono indifferenti vieni martedì 3 dicembre alle ore 21 nella sala parrocchiale di Domagnano, per scoprire cosa possono significare per te e come possono aiutarti a vivere ogni giorno con Gioia l’annuncio del Vangelo.

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Nella serata abbiamo parlato soprattutto di esperienze personali e Fede, ma anche di:

- Il silenzio di Dio => link

- L'uomo senza volto, disce aut discede => link

- Will Haunting, Genio Ribelle => Link

- Siamo tutti parte della Chiesa => Link

- Il nuovo Vescovo, Mons. Turazzi => link1, link2

- Evangelii Gaudium, punto 85.


"Una delle tentazioni più serie che soffocano il fervore e l’audacia è il senso di sconfitta, che ci trasforma in pessimisti scontenti e disincantati dalla faccia scura.
Nessuno può intraprendere una battaglia se in anticipo non confida pienamente nel trionfo.
Chi comincia senza fiducia ha perso in anticipo metà della battaglia e sotterra i propri talenti.
Anche se con la dolorosa consapevolezza delle proprie fragilità, bisogna andare avanti senza darsi per vinti, e ricordare quello che disse il Signore a san Paolo: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2 Cor 12,9).
Il trionfo cristiano è sempre una croce, ma una croce che al tempo stesso è vessillo di vittoria, che si porta con una tenerezza combattiva contro gli assalti del male. Il cattivo spirito della sconfitta è fratello della tentazione di separare prima del tempo il grano dalla zizzania, prodotto di una sfiducia ansiosa ed egocentrica."



La serata si è chiusa con questa preghiera:

Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita
che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.

Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché mai si rinchiuda e mai si fermi
nella sua passione per instaurare il Regno.

Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Madre del Vangelo vivente,
sorgente di gioia per i piccoli,
prega per noi.
Amen. Alleluia
 

A martedì prossimo
.

- L’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium” contiene molti aspetti che riguardano, direttamente o indirettamente, la Dottrina sociale della Chiesa. E’ un testo connotato dalla centralità, nella vita del cristiano, dall’incontro con Gesù Cristo, il Salvatore e il Misericordioso. Il “gaudio” di cui parla papa Francesco non è un generico sentimento psicologico, è la gioia della persona rinata, della salvezza incontrata e sperimentata nella vita di grazia, della misericordia che perdona i nostri peccati se anche noi lo vogliamo, della luce che la fede in Gesù Cristo getta su tutta la nostra vita, personale, familiare, comunitaria, sociale. E’ un’Esortazione Apostolica “cristocentrica”, perché dalla luce di Gesù Cristo prendono luce il creato, la Chiesa, l’umanità, la storia.

Questa impostazione cristocentrica è molto importante anche per la Dottrina sociale della Chiesa che, come in molte occasioni aveva insegnato Giovanni Paolo II, è “annuncio di Cristo nelle realtà temporali” e solo in questa luce si occupa del resto. E’anche importante perché comporta, tra l’altro, la priorità dell’annuncio sulla denuncia. Anche questa è una impostazione già presente nel magistero sociale della Chiesa e che ora papa Francesco riprende e sviluppa ulteriormente. L’annuncio deve essere fatto con gioia, perché ha all’origine un “sì” che viene prima di ogni osservazione critica sulle condizioni sociali di oggi. In principio c’è l’annuncio della salvezza, della misericordia e della giustizia. Siamo grati al Santo Padre per avere incentrato la sua Esortazione sull’essenziale.

Un aspetto non solo formale della “Evangelii Gaudium” è che il Papa usa frequentemente il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, lo raccomanda esplicitamente e lo cita spesso. Il Compendio è molto adoperato in America Latina, forse più che in Europa, e fa piacere che ora il Papa latinoamericano lo riproponga a tutta la Chiesa. Del resto, l’impianto del Compendio risponde proprio alle esigenze che papa Francesco esprime in questa Esortazione Apostolica: in principio c’è il progetto di amore di Dio sull’uomo, che riempie l’uomo di gioia e che lo spinge ad uscire verso gli altri per partecipare questa gioia a tutti. Non che questo comporti un rifiuto o una sottovalutazione del livello etico dei problemi sociali. Anzi, il livello etico viene sollevato più in alto e protetto dalle sue sempre possibili degenerazioni moralistiche. La legge nuova dell’amore non toglie la legge della Tavola, ma la eleva e la purifica.

I temi e la prospettiva della Dottrina sociale della Chiesa sono presenti in tutta l’Esortazione, ma si concentrano soprattutto nei capitoli II e IV. In quest’ultimo capitolo, dal titolo “La dimensione sociale dell’Evangelizzazione”, il Santo Padre riprende con nuovi accenti i grandi temi del rapporto tra annuncio di Cristo e sua ripercussione comunitaria, tra la confessione della fede e l’impegno sociale, ma enuncia anche prospettive nuove, che arricchiscono il magistero precedente. “Il tempo è superiore allo spazio”, “L’unità prevale sul conflitto”; “La realtà è più importante dell’idea”; “Il tutto è superiore alla parte”. Si tratta di quattro prospettive nuove a partire dalle quali ripensare l’insieme delle relazioni sociali.

Sempre dal punto di vista della Dottrina sociale della Chiesa, un’importante novità della “Evagelii Gaudium” è l’ampio approfondimento, contenuto nel capitolo IV, della cosiddetta “scelta preferenziale per i poveri”. Il Papa ne parla dal punto di vista dell’amore evangelico di Gesù per i piccoli e gli ultimi. E’ una ricca riflessione sull’atteggiamento dei credenti e della Chiesa nei confronti dei poveri e su quanto da essi si possa imparare. L’inclusione sociale dei poveri diventa qui qualcosa di più che una politica sociale. Diventa la prospettiva stessa del nostro vivere in società, l’aspetto che continuamente ci ricorda il motivo ultimo per cui esiste la comunità politica. Trova spazio, esplicitamente o implicitamente, tutta la riflessione della Dottrina sociale della Chiesa sulla solidarietà e il bene comune, visti questa volta dal punto di vista dei poveri. Viviamo in un momento particolare, da questo punto di vista. La crisi economica fa aumentare le disuguaglianze e, quindi, anche i poveri e la povertà. Un nuovo sguardo sui poveri a partire dai poveri evangelicamente intesi sarà di grande aiuto per tutti.

Dalla lettura della “Evangelii Gaudium”, tra i tanti spunti e sollecitazioni, emerge l’importante concetto di “pace sociale”, che il Papa approfondisce, sempre all’interno del capitolo IV. C’è la pace diplomatica tra le nazioni, c’è la pace politica tra i partiti, ma c’è anche la pace sociale tra i ceti e tra i cittadini. Su questa si riflette poco, eppure è oggi quella più dirompente perché le disuguaglianze e la precarietà del lavoro finiscono per mettere i cittadini e i gruppi sociali gli uni contro gli altri. Il testo dell’Esortazione, a questo proposito, contiene delle salutari provocazioni indirizzate all’economia e alla politica affinché rimettano al centro di se stesse la persona umana e un autentico bene comune.

La “Evangelii Gaudium” ha un aspetto fortemente missionario, conseguente alla impostazione cristocentrica di cui si parlava all’inizio. Tutta la Chiesa è invitata da papa Francesco ad avere il coraggio della missione, superando inerzie ed eccessivi scrupoli che paralizzano. Questo è vero anche per la Dottrina sociale della Chiesa. Giovanni Paolo II aveva scritto nella Centesimus annus che essa ha un aspetto “concreto” e “sperimentale” e invitava tutti i credenti a mettersi in gioco con coraggio, inserendosi nel grande fiume di quanti da sempre nella Chiesa hanno dato il loro impegno per il bene comune dei fratelli. Che la Chiesa esca da se stessa per la missione non vuol dire né che bisogna uscire “dalle chiese” né che si debba abbandonare la dottrina e la vita sacramentale. Vuol dire, secondo papa Francesco, farsi guidare sempre dall’essenziale, e l’essenziale, nella vita del cristiano, va donato a tutti. 


Catechesi Adulti - Martedì 26 Novembre dalle ore

Devoti a Maria
26/11/2013

La salvezza mediante la fede

19. A partire da questa partecipazione al modo di vedere di Gesù, l’Apostolo Paolo, nei suoi scritti, ci ha lasciato una descrizione dell’esistenza credente. Colui che crede, nell’accettare il dono della fede, è trasformato in una creatura nuova, riceve un nuovo essere, un essere filiale, diventa figlio nel Figlio. "Abbà, Padre" è la parola più caratteristica dell’esperienza di Gesù, che diventa centro dell’esperienza cristiana (cfr Rm 8,15). La vita nella fede, in quanto esistenza filiale, è riconoscere il dono originario e radicale che sta alla base dell’esistenza dell’uomo, e può riassumersi nella frase di san Paolo ai Corinzi: « Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto? » (1 Cor 4,7). Proprio qui si colloca il cuore della polemica di san Paolo con i farisei, la discussione sulla salvezza mediante la fede o mediante le opere della legge. Ciò che san Paolo rifiuta è l’atteggiamento di chi vuole giustificare se stesso davanti a Dio tramite il proprio operare. Costui, anche quando obbedisce ai comandamenti, anche quando compie opere buone, mette al centro se stesso, e non riconosce che l’origine della bontà è Dio. Chi opera così, chi vuole essere fonte della propria giustizia, la vede presto esaurirsi e scopre di non potersi neppure mantenere nella fedeltà alla legge. Si rinchiude, isolandosi dal Signore e dagli altri, e per questo la sua vita si rende vana, le sue opere sterili, come albero lontano dall’acqua. Sant’Agostino così si esprime nel suo linguaggio conciso ed efficace: « Ab eo qui fecit te noli deficere nec ad te », « Da colui che ha fatto te, non allontanarti neppure per andare verso di te ».[15] Quando l’uomo pensa che allontanandosi da Dio troverà se stesso, la sua esistenza fallisce (cfr Lc 15,11-24). L’inizio della salvezza è l’apertura a qualcosa che precede, a un dono originario che afferma la vita e custodisce nell’esistenza. Solo nell’aprirci a quest’origine e nel riconoscerla è possibile essere trasformati, lasciando che la salvezza operi in noi e renda la vita feconda, piena di frutti buoni. La salvezza attraverso la fede consiste nel riconoscere il primato del dono di Dio, come riassume san Paolo: « Per grazia infatti siete stati salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio » (Ef 2,8).

20. La nuova logica della fede è centrata su Cristo. La fede in Cristo ci salva perché è in Lui che la vita si apre radicalmente a un Amore che ci precede e ci trasforma dall’interno, che agisce in noi e con noi. Ciò appare con chiarezza nell’esegesi che l’Apostolo delle genti fa di un testo del Deuteronomio, esegesi che si inserisce nella dinamica più profonda dell’Antico Testamento. Mosè dice al popolo che il comando di Dio non è troppo alto né troppo lontano dall’uomo. Non si deve dire: « Chi salirà in cielo per prendercelo? » o « Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo? » (cfr Dt 30,11-14). Questa vicinanza della Parola di Dio viene interpretata da san Paolo come riferita alla presenza di Cristo nel cristiano: « Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? — per farne cioè discendere Cristo —; oppure: Chi scenderà nell’abisso? — per fare cioè risalire Cristo dai morti » (Rm 10,6-7). Cristo è disceso sulla terra ed è risuscitato dai morti; con la sua Incarnazione e Risurrezione, il Figlio di Dio ha abbracciato l’intero cammino dell’uomo e dimora nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo. La fede sa che Dio si è fatto molto vicino a noi, che Cristo ci è stato dato come grande dono che ci trasforma interiormente, che abita in noi, e così ci dona la luce che illumina l’origine e la fine della vita, l’intero arco del cammino umano.

21. Possiamo così capire la novità alla quale la fede ci porta. Il credente è trasformato dall’Amore, a cui si è aperto nella fede, e nel suo aprirsi a questo Amore che gli è offerto, la sua esistenza si dilata oltre sé. San Paolo può affermare: « Non vivo più io, ma Cristo vive in me » (Gal 2,20), ed esortare: « Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori » (Ef 3,17). Nella fede, l’"io" del credente si espande per essere abitato da un Altro, per vivere in un Altro, e così la sua vita si allarga nell’Amore. Qui si situa l’azione propria dello Spirito Santo. Il cristiano può avere gli occhi di Gesù, i suoi sentimenti, la sua disposizione filiale, perché viene reso partecipe del suo Amore, che è lo Spirito. È in questo Amore che si riceve in qualche modo la visione propria di Gesù. Fuori da questa conformazione nell’Amore, fuori della presenza dello Spirito che lo infonde nei nostri cuori (cfr Rm 5,5), è impossibile confessare Gesù come Signore (cfr 1 Cor 12,3).

La forma ecclesiale della fede

22. In questo modo l’esistenza credente diventa esistenza ecclesiale. Quando san Paolo parla ai cristiani di Roma di quell’unico corpo che tutti i credenti sono in Cristo, li esorta a non vantarsi; ognuno deve valutarsi invece « secondo la misura di fede che Dio gli ha dato » (Rm 12,3). Il credente impara a vedere se stesso a partire dalla fede che professa: la figura di Cristo è lo specchio in cui scopre la propria immagine realizzata. E come Cristo abbraccia in sé tutti i credenti, che formano il suo corpo, il cristiano comprende se stesso in questo corpo, in relazione originaria a Cristo e ai fratelli nella fede. L’immagine del corpo non vuole ridurre il credente a semplice parte di un tutto anonimo, a mero elemento di un grande ingranaggio, ma sottolinea piuttosto l’unione vitale di Cristo con i credenti e di tutti i credenti tra loro (cfr Rm 12,4-5). I cristiani sono "uno" (cfr Gal 3,28), senza perdere la loro individualità, e nel servizio agli altri ognuno guadagna fino in fondo il proprio essere. Si capisce allora perché fuori da questo corpo, da questa unità della Chiesa in Cristo, da questa Chiesa che — secondo le parole di Romano Guardini — « è la portatrice storica dello sguardo plenario di Cristo sul mondo »,[16] la fede perde la sua "misura", non trova più il suo equilibrio, lo spazio necessario per sorreggersi. La fede ha una forma necessariamente ecclesiale, si confessa dall’interno del corpo di Cristo, come comunione concreta dei credenti. È da questo luogo ecclesiale che essa apre il singolo cristiano verso tutti gli uomini. La parola di Cristo, una volta ascoltata e per il suo stesso dinamismo, si trasforma nel cristiano in risposta, e diventa essa stessa parola pronunciata, confessione di fede. San Paolo afferma: « Con il cuore infatti si crede […], e con la bocca si fa la professione di fede… » (Rm 10,10). La fede non è un fatto privato, una concezione individualistica, un’opinione soggettiva, ma nasce da un ascolto ed è destinata a pronunciarsi e a diventare annuncio. Infatti, « come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? » (Rm 10,14). La fede si fa allora operante nel cristiano a partire dal dono ricevuto, dall’Amore che attira verso Cristo (cfr Gal 5,6) e rende partecipi del cammino della Chiesa, pellegrina nella storia verso il compimento. Per chi è stato trasformato in questo modo, si apre un nuovo modo di vedere, la fede diventa luce per i suoi occhi.

 

CAPITOLO SECONDO

SE NON CREDERETE,
NON COMPRENDERETE

(cfr Is 7,9)

 

Fede e verità

23. Se non crederete, non comprenderete (cfr Is 7,9). La versione greca della Bibbia ebraica, la traduzione dei Settanta realizzata in Alessandria d’Egitto, traduceva così le parole del profeta Isaia al re Acaz. In questo modo la questione della conoscenza della verità veniva messa al centro della fede. Nel testo ebraico, tuttavia, leggiamo diversamente. In esso il profeta dice al re: "Se non crederete, non resterete saldi". C’è qui un gioco di parole con due forme del verbo ’amàn: "crederete" (ta’aminu), e "resterete saldi" (te’amenu). Impaurito dalla potenza dei suoi nemici, il re cerca la sicurezza che gli può dare un’alleanza con il grande impero di Assiria. Il profeta, allora, lo invita ad affidarsi soltanto alla vera roccia che non vacilla, il Dio di Israele. Poiché Dio è affidabile, è ragionevole avere fede in Lui, costruire la propria sicurezza sulla sua Parola. È questo il Dio che Isaia più avanti chiamerà, per due volte, "il Dio-Amen" (cfr Is 65,16), fondamento incrollabile di fedeltà all’alleanza. Si potrebbe pensare che la versione greca della Bibbia, nel tradurre "essere saldo" con "comprendere", abbia operato un cambiamento profondo del testo, passando dalla nozione biblica di affidamento a Dio a quella greca della comprensione. Tuttavia, questa traduzione, che accettava certamente il dialogo con la cultura ellenistica, non è estranea alla dinamica profonda del testo ebraico. La saldezza che Isaia promette al re passa, infatti, per la comprensione dell’agire di Dio e dell’unità che Egli dà alla vita dell’uomo e alla storia del popolo. Il profeta esorta a comprendere le vie del Signore, trovando nella fedeltà di Dio il piano di saggezza che governa i secoli. Sant’Agostino ha espresso la sintesi del "comprendere" e dell’"essere saldo" nelle sue Confessioni, quando parla della verità, cui ci si può affidare per poter restare in piedi: « Sarò saldo e mi consoliderò in te, […] nella tua verità ».[17] Dal contesto sappiamo che sant’Agostino vuole mostrare il modo in cui questa verità affidabile di Dio è, come emerge nella Bibbia, la sua presenza fedele lungo la storia, la sua capacità di tenere insieme i tempi, raccogliendo la dispersione dei giorni dell’uomo.[18]

24. Il testo di Isaia, letto in questa luce, porta a una conclusione: l’uomo ha bisogno di conoscenza, ha bisogno di verità, perché senza di essa non si sostiene, non va avanti. La fede, senza verità, non salva, non rende sicuri i nostri passi. Resta una bella fiaba, la proiezione dei nostri desideri di felicità, qualcosa che ci accontenta solo nella misura in cui vogliamo illuderci. Oppure si riduce a un bel sentimento, che consola e riscalda, ma resta soggetto al mutarsi del nostro animo, alla variabilità dei tempi, incapace di sorreggere un cammino costante nella vita. Se la fede fosse così, il re Acaz avrebbe ragione a non giocare la sua vita e la sicurezza del suo regno su di un’emozione. Ma proprio per il suo nesso intrinseco con la verità, la fede è capace di offrire una luce nuova, superiore ai calcoli del re, perché essa vede più lontano, perché comprende l’agire di Dio, che è fedele alla sua alleanza e alle sue promesse.

25. Richiamare la connessione della fede con la verità è oggi più che mai necessario, proprio per la crisi di verità in cui viviamo. Nella cultura contemporanea si tende spesso ad accettare come verità solo quella della tecnologia: è vero ciò che l’uomo riesce a costruire e misurare con la sua scienza, vero perché funziona, e così rende più comoda e agevole la vita. Questa sembra oggi l’unica verità certa, l’unica condivisibile con altri, l’unica su cui si può discutere e impegnarsi insieme. Dall’altra parte vi sarebbero poi le verità del singolo, che consistono nell’essere autentici davanti a quello che ognuno sente nel suo interno, valide solo per l’individuo e che non possono essere proposte agli altri con la pretesa di servire il bene comune. La verità grande, la verità che spiega l’insieme della vita personale e sociale, è guardata con sospetto. Non è stata forse questa — ci si domanda — la verità pretesa dai grandi totalitarismi del secolo scorso, una verità che imponeva la propria concezione globale per schiacciare la storia concreta del singolo? Rimane allora solo un relativismo in cui la domanda sulla verità di tutto, che è in fondo anche la domanda su Dio, non interessa più. È logico, in questa prospettiva, che si voglia togliere la connessione della religione con la verità, perché questo nesso sarebbe alla radice del fanatismo, che vuole sopraffare chi non condivide la propria credenza. Possiamo parlare, a questo riguardo, di un grande oblio nel nostro mondo contemporaneo. La domanda sulla verità è, infatti, una questione di memoria, di memoria profonda, perché si rivolge a qualcosa che ci precede e, in questo modo, può riuscire a unirci oltre il nostro "io" piccolo e limitato. È una domanda sull’origine di tutto, alla cui luce si può vedere la meta e così anche il senso della strada comune.


Catechesi Adulti - Martedì 19 Novembre dalle ore 2

Devoti a Maria
19/11/2013

12. L’Anno della fede ha avuto inizio nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. Questa coincidenza ci consente di vedere che il Vaticano II è stato un Concilio sulla fede, in quanto ci ha invitato a rimettere al centro della nostra vita ecclesiale e personale il primato di Dio in Cristo. La Chiesa, infatti, non presuppone mai la fede come un fatto scontato, ma sa che questo dono di Dio deve essere nutrito e rafforzato, perché continui a guidare il suo cammino. Il Concilio Vaticano II ha fatto brillare la fede all’interno dell’esperienza umana, percorrendo così le vie dell’uomo contemporaneo. In questo modo è apparso come la fede arricchisce l’esistenza umana in tutte le sue dimensioni.

Catechesi Adulti - Martedì 12 Novembre dalle ore

Devoti a Maria
12/11/2013

6. L’Anno della fede ha avuto inizio nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. Questa coincidenza ci consente di vedere che il Vaticano II è stato un Concilio sulla fede, in quanto ci ha invitato a rimettere al centro della nostra vita ecclesiale e personale il primato di Dio in Cristo. La Chiesa, infatti, non presuppone mai la fede come un fatto scontato, ma sa che questo dono di Dio deve essere nutrito e rafforzato, perché continui a guidare il suo cammino. Il Concilio Vaticano II ha fatto brillare la fede all’interno dell’esperienza umana, percorrendo così le vie dell’uomo contemporaneo. In questo modo è apparso come la fede arricchisce l’esistenza umana in tutte le sue dimensioni.

Catechesi di Martedì 05 Novembre 2013 a Domagnano

Devoti a Maria
05/11/2013

Lumen fidei è la prima enciclica di papa Francesco, pubblicata il 29 giugno 2013, nell'anno della fede. Il testo della lettera enciclica è stato iniziato da papa Benedetto XVI durante il suo pontificato, poi consegnato al suo successore Francesco che ne ha esteso e firmato il lavoro.

Capitolo I: Abbiamo creduto all'amore

Il primo capitolo presenta la dinamica della fede attraverso il racconto biblico della storia della salvezza: da Abramo al popolo di Israele, fino al compimento della fede in Gesù e alla riflessione su di lui operata dagli scritti del Nuovo Testamento.


Domagnano Catechesi Adulti Martedì 29 Ottobre 20

Devoti a Maria
29/10/2013

TESTIMONIANZA DALLA SYRIA

Testimonianza dalla Syria, in collaborazione con Centro Sociale Sant'Andrea, Ora pro Siria e Cultura Cattolica. Incontro martedì 29 ottobre ore 21 presso il salone parrocchiale di Domagnano. Relatore Mons. Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico di Aleppo (fino 15 aprile 2013), Saman Daoud, membro del gruppo dei servizi di Gian Micalessin in Syria e per Rainews24,
Non mancate vi perdete un pezzo del vostro cammino di fede

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Mons.Giuseppe Nazzaro, Vescovo dell’ordine dei francescani, è stato vicario apostolico di Aleppo dal 2002 fino a metà di quest’anno (fino 15 aprile 2013). Prima di arrivare nella seconda città più grande della Siria – oggi dilaniata e divisa tra l’est comandato dai ribelli jihadisti e l’ovest assediato, ancora sotto il controllo del governo – monsignor Nazzaro è stato custode di Terra Santa dal 1992 al 1998, ha conosciuto da vicino il Cairo e Alessandria, dove è stato parroco, e ha mantenuto dal 1986 al 1992 la segreteria della Conferenza dei ministri provinciali del Medio Oriente e Nord Africa. A tempi.it parla della situazione «quasi di assedio» in cui si ritrovano i cittadini di Aleppo ovest, di una «guerra guidata dall’esterno» e delle poche speranze che nutre sulla sorte dei due vescovi rapiti da ormai tre mesi: «Temo che siano morti».

I VIDEO DELLA SERATA=> LINK



Domagnano - Catechesi Adulti - Martedì 22 dalle

Devoti a Maria
22/10/2013

La luce della fede: con quest’espressione, la tradizione della Chiesa ha indicato il grande dono portato da Gesù, il quale, nel Vangelo di Giovanni, così si presenta: « Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre » .

Anche san Paolo si esprime in questi termini: « E Dio, che disse: "Rifulga la luce dalle tenebre", rifulge nei nostri cuori ».

Nel mondo pagano, affamato di luce, si era sviluppato il culto al dio Sole, Sol invictus, invocato nel suo sorgere. Anche se il sole rinasceva ogni giorno, si capiva bene che era incapace di irradiare la sua luce sull’intera esistenza dell’uomo. Il sole, infatti, non illumina tutto il reale, il suo raggio è incapace di arrivare fino all’ombra della morte, là dove l’occhio umano si chiude alla sua luce.


Domagnano 15 ottobre 2013: riprende la catechesi p

Devoti a Maria
15/10/2013


Riprendiamo il nostro cammino di Fede con un testo di Giovanni Paolo II: catechesi tradendae

Martedì prossimo la catechesi sarà dedicata alla
Lumen Fidei

Domagnano 21 giugno 2013 ore 21, sala parrocchiale

Devoti a Maria
16/06/2013

In attesa della ripartenza delle catechesi dopo l'estate, incontriamoci per parlare e confrontarci. Nella serata la discussione sarà basata sul film "Ultima cima" e sulla storia del sacerdote che il film racconta.


Catechesi Domagnano 28 maggio 2013: lo Spirito San

Devoti a Maria
27/05/2013


Nella serata abbiamo parlato anche di:

=> Miracolo in Cina, una neonata sopravvive nello scarico di un bagno e "rinasce" (testo, video);

=> Catene e terrore: Un vescovo nella persecuzione comunista in Romania (libro);


=> Costanza Miriano, una famiglia "normale" nella società d'oggi (Autrice, libro1, libro2)

=> L'amore inatteso, titolo originale "Chi vuol essere amato?" (Trailer, che non rende giustizia al film...)


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Ultima catechesi, dedicata allo Spirito Santo guida della Chiesa, prima della pausa estiva, basata sui seguenti testi:

Udienza generale del Santo Padre del 15 maggio 2013 (testo)

Udienza generale del Santo Padre del 15 maggio 2013 (testo)

 

Catechesi Domagnano, 21 maggio 2013: le parole nel

Devoti a Maria
21/05/2013

Serata dedicata alla veglia di Pentecoste del Santo Padre con i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali, del 18 maggio 2013.

Testo

Video






Catechesi Domagnano, 9 aprile 2013: lasciamoci ill

Devoti a Maria
06/04/2013

Domagnano, 9 aprile 2013, riflessioni sul testo di Papa Francesco sulla Resurrezione.

Testo




Catechesi Domagnano, 2 aprile 2013: il Card. Bergo

Devoti a Maria
06/04/2013

Serata di riflessione su 3 testi di Papa Francesco, in particolare sul secondo, relativo al discorso sulla evangelizzazione tenuto dal Card. Bergoglio in pre Conclave.

Testo


Catechesi Domagnano, 19 marzo 2013: San Giuseppe

Devoti a Maria
24/03/2013




Catechesi dedicata al ruolo di Giuseppe, custode di Gesu', di Maria e della Chiesa tutta (testo).

Catechesi Domagnano, 12 marzo 2013. Il ricordo del

Devoti a Maria
05/03/2013



Il ricordo del Concilio Vaticano II da parte di Benedetto XVI: testo.

Catechesi Domagnano 5 marzo 2013

Devoti a Maria
02/03/2013




Una ultima, intensa, testimonianza di Benedetto XVI, a Domagnano il 5 marzo 2013 alle 21, con una sola parola nel cuore dedicata al Card. Ratzinger: GRAZIE!

Testo ultima udienza di Benedetto XVI.

3 testimonianze sempre valide: Carlo Castagna, Chiara Corbella e Chiara Amirante.

Catechesi Domagnano, 26.2.13. Dio Creatore del cie

Devoti a Maria
23/02/2013




Una splendida catechesi basata sul testo del Santo Padre relativo all'udienza del 6 febbraio 2013.

Alcuni documenti:
1) Genesi (Testo);
2) salmo 19 (Testo, Video);
3) Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia - G. Leopardi (Testo, Video).

Pagina del forum.

Catechesi Domagnano, 19.2.13. Io credo in Dio: il

Devoti a Maria
28/01/2013

19 febbraio, prima catechesi dopo le dimissioni del Santo Padre (un grande lavoratore nella vigna del Signore), una serata particolare, con un argomento che tocca i cuori: l'amore di Dio Padre.
 
Catechesi Benedetto XVI - 30 gennaio 2013

Di seguito alcuni documenti relativi alla catechesi o comunque toccati prima o durante l'esposizione da parte di Don Gabriele.
Per i commenti, la pagina del forum è questa.

1) Il Papa parla ai parroci di Roma Concilio Vaticano II (Testo - Video).
2) Intervista a Card. Ratzinger del 2001 (
Testo).
3) Salmo 27 (Testo Video).
4) Salmo 136 (Testo - Testo recitato).
5) Salmo 103 (Testo - Canto).
6) Il grande inquisitore, F. M. Dostoevskij - I fratelli Karamazov, 1879  (Testo).
7) Il libero arbitrio ovvero, sii il tuo miracolo - film "Una settimana da Dio" (Video).
8) Ciò che chiediamo a Dio - film "Amadeus" di Milos Forman (Video).

Catechesi per adulti, Domagnano, 22 gennaio 2013

Devoti a Maria
16/01/2013

Una catechesi dedicata alla incarnazione, basata sull'udienza generale del Santo Padre del 9 gennaio 2013.

Prima di leggere il testo, concedetevi un viaggio nello stupore per l'Incarnazione, cliccate qui.

La catechesi per adulti di Domagnano viene sospesa per le date del 29 gennaio (per incontro con Mons. Crepaldi di presentazione del libro del Papa), 5 febbraio e 12 febbraio, per riprendere il primo martedì di quaresima, 19 febbraio 2013; nell'attesa consigliamo di visionare la sezione articoli, in particolare l'ultimo intervento del Santo Padre all'apertura dell'anno giudiziario del Tribunale della Sacra Rota.


Catechesi per adulti, Domagnano, 15 gennaio 2013

Devoti a Maria
14/01/2013

Dopo la parentesi dedicata, prevalentemente, alla famiglia, gli incontri di catechesi per adulti di Domagnano riprendono con l'ordinario riferimento alle catechesi tenute dal Santo Padre.

In questa giornata i testi di riferimento sono quelli relativi alle giornate del 5 dicembre e del 12 dicembre 2012; i testi sono disponibili anche in forma aggregata e facilmente stampabile nell'allegato documento PDF.

L'anno della Fede, Dio rivela il suo "disegno di benevolenza"

L'anno della fede. Le tappe della Rilevazione

Catechesi per adulti, Domagnano, 8 gennaio 2013

Devoti a Maria
3/1/2013

Ripartiamo nel 2013 con una serata dedicata alla famiglia, utilizzando come testo di riferimento il discorso del Santo Padre del 21 dicembre 2012.

Catechesi per Adulti, Domagnano, 11 dicembre 2012

Devoti a Maria
05/12/2012

I temi trattati sono elencati nel seguente link:
Udienza del Santo Padre del 28 novembre 2012

Durante la catechesi, don Gabriele ha anche citato due documenti che allego:
1) Andrè Frossard, Dio esiste e l'ho incontrato;
2) Racconto di Don Giussani: il Re del Portogallo.

Come al solito, nel forum trovate una pagina dedicata a questa catechesi in cui poter scambiare le nostre opinioni in merito.

Con questa catechesi termina il ciclo 2012, martedì prossimo infatti la catechesi è sospesa in quanto alle 21,15 si terrà, nella sala del castello di Domagano, un incontro dal titolo "Dopo il Sinodo: sulla nuova evangelizzazione", cui parteciperà anche S.E. Mons. Luigi Negri (vedi locandina di seguito).

Catechesi per adulti, Domagnano, 4 dicembre 2012

Devoti a Maria


L’argomento della catechesi è stato il seguente:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20121114_it.html

Per commentare questa catechesi seguiteci nel forum, nel post dedicato a questa giornata, partecipate numerosi!!!
Commenti alla catechesi nel Forum


Catechesi per adulti, Domagnano, 27 novembre 2012

Devoti a Maria


La catechesi si è incentrata su questo argomento:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20121107_it.html

Durantela catechesi sono stati citati questi 2 documenti, consigliati a tutti per toccare con mano un esempio di come si possa riuscire a non considerare Cristo solo come "qualcosa da aggiungere alla vita".

http://www.youtube.com/watch?v=ZpHOO3IU6Zc

http://www.youtube.com/watch?v=EyFwgzvFUPs

Troviamoci sul forum per parlare di questi argomenti, seguite questo link:
http://www.devotiamaria.com/Forum_Discussioni.aspx?IDArgomento=4&IDPost=21&Titolo=Catechesi