LA MIA RIFLESSIONE

Domenica 27 ottobre 2013 ore 7.50

Buongiorno! Avete dormito bene e spostato le lancette dell'orologio?

Oggi la parabola del fariseo e del pubblicano e, alla Messa vespertina di ieri, una omelia molto interessante che ha un po' rivoluzionato il luogo comune delle mie etichette: uno è il bravo e l'altro il cattivo.

Se il fariseo non avesse fatto paragoni esaltandosi non avrebbe peccato e fin qui l’avevo capito anche prima.

Ma qui non si tratta di fare paragoni e: i farisei erano ligi alla Legge e questo digiunava persino due volte la settimana perciò non era cattivo!

I pubblicani erano al servizio dei romani, erano degli usurai, persone che sfruttavano i loro stessi fratelli e non si potevano definire dei giusti!

Il Padre faceva notare che i pubblicani "non potevano" entrare nel tempio perché impuri perciò non è che "lo stare in fondo" fosse dettato dall'umiltà ma dalla legge e che le parabole non vanno lette come delle favole!

Detto questo è passato al fulcro del discorso che era basato "sul pentimento sincero" se il pubblicano si fosse battuto solo il petto non sarebbe stato giustificato ma era pentito e pentirsi significa porre rimedio.

Zaccheo, tanto per fare un esempio, era un pubblicano ma ha accolto Gesù e subito ha restituito quanto aveva preso e restituito dieci volte tanto! Se al pentimento sincero non segue il rimediare non c'è giustificazione ossia "salvezza". Il fariseo lodava se stesso e faceva paragoni e, siccome Dio legge il cuore, la sua era una preghiera non accettata. L'altro era fuori, escluso. Ma il suo cuore era sincero ed il giusto era lui!

Da qui la giustificazione ossia la salvezza perché è implicito che se uno si pente pone anche rimedio.

Ci sono dei peccati ai quali non si può rimediare ma anche in questo caso Gesù non è come noi che etichettiamo. Lui dice: “Vai e non peccare più” ma per quanto riguarda il furto si può rimediare, se si offende qualcuno si può domandare scusa, se siamo arrabbiati con qualcuno possiamo perdonare ma se si è ucciso qualcuno non si può far rinascere! Ossia ci sono dei peccati ai quali non si può rimediare (anche se ho conosciuto una persona che, in modo anonimo, ha aiutato fino alla fine dei suoi giorni la famiglia di uno che aveva ucciso in un incidente di caccia!) ma un pentimento sincero li cancella!

Ecco la misericordia di Dio! “Vai e non peccare più” era questo quanto Gesù diceva spesse volte.