Don Pietro Zago dal Pakistan

Ciao Don Pietro,
E’ un po’ che volevo scriverle per sapere come va, ma stamattina ho appreso del terribile attentato alle due chiese di Lahore.
Sono molto preoccupato. Come sta? Il luogo dove sono accaduti gli attentati sono lontani dal suo centro? Anche voi siete a rischio?
Ho letto che la folla inferocita ha poi aggredito e ucciso due persone ritenute complici dell’attentato e questo ha aggiunto il male al male.
Proprio questo venerdì ho pregato per lei e per i suoi fratelli, perché Papa Francesco ha indetto per il 13 marzo le “24 ore per il Signore”. 
Un abbraccio nel Signore e mi faccia sapere,
Paolo


Carissimo Paolo grazie del contatto.
Si, abbiamo bisogno di preghiere non solo per la nostra sicurezza ma in particolare affinche' la violenza subita non diventi a sua volta crudele vendetta,come purtroppo lo sta diventando per alcuni gruppi di giovani.
Ti invio in allegato una breve descrizione o narrativa dei fatti che ho preparato come risposta a familiari ed amici che chiedono notizie.
Continuate a pregare come i nostri giovani studenti lo stanno facendo.
Auguro a te, famiglia e membri del gruppo una quaresima ricca di Spirito Santo.
Tuo amico don Peter

 
Bombe contro i cristiani, 2 attentati in Pakistan
Le esplosioni durante la messa a Lahore.
Il bilancio è di almeno 16 morti e 78 feriti
15.3.2015
I talebani pachistani di “Jamaat ul Ahrar” (JuA) hanno rivendicato i due attentati contro due chiese cristiane (di cui una cattolica, la nostra) avvenuti oggi a Lahore durante la celebrazione della messa domenicale. Noi salesiani abbiamo la scuola tecnica a circa duecento metri di distanza. Due dei nostri studenti sono stati feriti mentre, passando nel momento dell’esplosione davanti alla parrocchia cattolica, stavano tornando a casa dalla nostra stessa cappella dove avevano appena finito la celebrazione della quarta domenica di Quaresima da me celebrata.
I morti, secondo un bilancio provvisorio, sono saliti a 16 e i feriti circa un ottantina  di cui molti gravissimi.  
Il portavoce di Jua, Ihsanullah Ihsan, ha fatto sapere che gli attacchi continueranno «fino a quando la sharia non sarà imposta nel Paese”. La Sharia e’ l’interpretazione piu rigida del Corano che incita alla guerra santa  chiamata “Jihad”
Testimoni hanno riferito che la rapida azione di una guardia di sicurezza ha impedito che il bilancio fosse più alto. Le esplosioni sono avvenute in un quartiere chiamato “Yuhannabad” (Citta di Giovanni) a maggioranza cristiana e si sono succedute a pochi minuti di distanza. 
Un testimone, Amir Masih, ci ha raccontato:
«Ero seduto in un negozio vicino alla chiesa, quando un’esplosione ha scosso la zona. Mi sono precipitato sul posto e ho visto una guardia di sicurezza lottare con un uomo che stava cercando di entrare nella chiesa. Dopo che non è riuscito nel suo intento, si è lasciato esplodere» «Ho visto parti del suo corpo volare in aria», ha detto l’uomo, aggiungendo che anche la guardia è morta. Si venne poi a sapere che le guardie uccise erano due. Che Appena saputa la notizia dell’attacco ho inviato due dei nostri maestri sul luogo. Venuti a conoscenza di due nostri studenti feriti (di cui sopra) li hanno accompagnati nell’ospedale. Niente di grave.
Invece nelle immagini televisive che sono apparse lungo tutto il pomeriggio abbiamo riconosciuto alcuni genitori dei nostri studenti che si abbracciavano e piangevano, alcuni accompagnando uno dei loro famigliari steso sulla barella verso le tante ambulanze che arrivavano una di seguito all’altra sul piazzale della chiesa. Poi immagini sempre piu’ crude di pezzi di corpo sparsi ovunque. L’attacco e’ avvenuto durante l’offertorio. Per fortuna le due guardie al portone sono riuscite a fermare il kamikaze e quindi l’esplosione e’ avvenuta solo all’entrata della chiesa che era zeppa.  Pensate alla carneficina se fosse riuscito a farsi esplodere in mezzo ai fedeli! Noi queste due guardie le consideriamo eroi perche hanno dato la vita per inpedire una mattanza ancora peggiore.
Quanto e’ avvenuto rimane comunque per tutti noi impegnati nell’educazione nelle nostre scuole cristiane in Pakistan un monito che presto o tardi potremmo facilmente essere nuove vittime di tali barbarita’... da Peshawar a Youhannabad. Oggi, 16 di Marzo, per noi Cristiani giorno di lutto, di preghiera e di dimostrazioni pacifiche. Sempre piu’, in questa repubblica Islamica, la nostra sicurezza rimane nelle mani di Dio che tutto vede e che a tutto provvede.
In Don Bosco,
Don Pietro
 
NB: Aggiungo ora, il giorno dopo, che purtroppo le dimostrazioni non sono state pacifiche e che dopo il funerale sono scoppiate da parte di gruppi di giovani emozionalmente carichi, violenze selvagge lungo le strade che il governo ha faticato a spegnere con forze speciali military di Rangers.