1 novembre 2014 Tutti i Santi

1 novembre 2014

Tutti i Santi

Ap 7,2-4.9-14 / Sal 23 / 1Gv 3,1-3 / Mt 5,1-12

 

Gesù guarda le folle, come prima i pescatori. Davanti ha una moltitudine povera e bisognosa di salvezza che lo sta seguendo. Guarda le folle, ma parla ai discepoli che gli si sono avvicinati. Lo sguardo alle folle ora è per loro, ma dovranno ricordare la destinazione universale del Vangelo.

Inizia il grande discorso della montagna, riferito al monte su cui si trovano e Gesù sembra rivolgersi a tutti quelli che s'incontreranno con lui, in ogni tempo e in ogni terra dove sarà annunciato il Vangelo.

Si dice "le Beatitudini", perché otto volte torna la parola "Beato". Non è un merito conquistato, ma un dono di Dio che raggiunge l'uomo e lo fa nuovo. Le beatitudini sono l'indice della vita cristiana perché mettono insieme il dono di Dio e il volto profondo della vita cristiana. Otto parole da chiarire, illuminare e spiegare. Ci vuole una vita intera, molte vite. Ci vuole la vita di tutti i santi per spiegare il grande segreto del Figlio di Dio che le incarna tutte.

Siamo davanti all'immensa Assemblea dei Santi e degli Angeli nella gloria celeste (prima lettura). Incalcolabile assemblea di comunione, di vita e di gioia stracolma. È la destinazione: per i Santi che ci hanno preceduto; per noi che siamo in cammino. Il Vangelo ci indica la via per arrivarci.

Oggi è la festa della gioia dei Santi; immensamente più grande di quanto possiamo immaginare. Come un bambino prima di nascere, chiuso nell'utero materno, non può immaginare il multiforme spettacolo di questo mondo che lo attende dopo la nascita, così noi non possiamo comprendere e descrivere l'arrivo, ma solo averne un vago presentimento attraverso le esperienze di meraviglia, di amore e di gioia che qualche volta ci capita di fare e che restano frammenti: il cielo sereno, la città di pietre preziose, il giardino, il convito, le nozze, la festosa liturgia, il canto.

Festa difficile, quella di oggi, in un contesto culturale chiuso in un orizzonte solo terreno, sprangato alla trascendenza. Si vive come se Dio non ci fosse, illudendoci di inseguire il piacere, la ricchezza, il potere, il successo. È come essere in un treno dimenticando di viaggiare e, soprattutto, di dove stiamo andando. Sì, perché anche noi siamo attesi in Paradiso.


Introduzione. La solennità odierna in onore di tutti i Santi ci ripropone una realtà, ritenuta fuori moda. La santità. La santità, molti oggi la ritengono una mèta impossibile. Quale il motivo? Semplicemente quello di pensare, che la santità, sia uno stato di vita riservato solo ad esperti di prodigi, miracoli e cose straordinarie. Niente di più falso di questo comodo pregiudizio. Per snidare la santità infatti, occorre solo una piccola strategia di avvicinamento, che consiste nella convinzione di voler indossare ogni giorno l'abito dell'ordinarietà, fatto di semplicità, di umiltà e di abbandono fiducioso in Dio. Gesù infatti, così pregava: " Ti ringrazio, Padre, che hai nascosto queste cose (= la santità) ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli".

 

La santità dunque, non è fatta per quanti si proclamano e vivono da "padreterni" della storia e della società, ma per le anime bisognose e assetate di Dio. Perciò la storia umana si concluderà bene per quanti avranno seguito Dio nella santità ordinaria di ogni giorno; si concluderà con un amaro fallimento eterno, per quanti invece avranno volutamente rifiutato Dio in vita.

Riflessione. Pertanto, la santità rifiutata, sia nella vita personale, che in quella civile, è sempre causa di mille lacerazioni interiori e anche sociali, che si manifestano purtroppo con i mille conflitti di guerre assurde e di efferati delitti, di cui ridondano le cronache di ogni giorno. Causa prima di questo triste stato di cose? Nessuno ha il coraggio di affermarlo in pubblico: la mancanza di Dio e il calpestamento delle sue leggi di vita.
Al contrario, la santità vissuta secondo lo spirito della suaccennata preghiera di Gesù, è sempre fonte di benessere, di comunione, non solo con Dio, ma anche con il prossimo.

Uno è Santo grazie alla vita in comunione con Dio, è il solo uomo, che vive anche in comunione con noi, mentre tutti gli altri in una certa misura, restano da noi separati e io aggiungerei anche: divisi e sempre in guerra tra loro.
In che consiste la santità?

Questa domanda prospetta due risposte:

1)    La santità nel realizzarla consiste nel mettere in pratica lo spirito e lo sprint interiore, che scaturiscono dalle Beatitudini

 

2. La santità nel raggiungerla, consiste con una visione intuitiva di Dio... che si svela chiaramente, apertamente le anime sono veramente felici e hanno vita e pace eterna.

 

I motivi per i quali la santità è possibile a tutti.

Ne ricordiamo i più essenziali: la santità dunque è possibile perché:

1. Con il Battesimo tutti possono raggiungerla;

2. Riveste generalmente l'abito dimesso dell'ordinarietà, al punto che raramente ci si accorge di aver vissuto, o di vivere accanto ad un santo;
3. Con i Sacramenti vissuti bene, la santità si perfeziona di giorno in giorno e diventa a portata di mano;

4. Con la gioia interiore e la perseveranza nel bene, la santità ci aiuta a vivere meglio il duro, ma gratificante la missione di cristiano;

5. La santità consiste nello sforzo continuo di diventare ciò che dobbiamo essere, imitando Cristo, come:

6. Uomini: perfetti nel pensare, amare e agire;

7. Battezzati: assetati e affamati, non delle cose visibili, che sono di un momento, ma di quelle invisibili, che sono eterne.

Conclusione.
La festa di oggi sta nel riconoscere che nel mondo esiste una sola tristezza: quella di non essere Santi, soprattutto se non si capisce che: Il Signore ha reso la santità, una mèta semplice, gioconda e bella.