La diffusione del Cristianesimo

Il cristianesimo si diffuse nell’area compresa tra il Danubio e la costa della Dalmazia a partire dal III secolo. Questa terra fu molto contesa anche dal punto di vista religioso.

Verso la fine del IX secolo si arrivò ad una forte crisi tra Roma e Bisanzio per il controllo religioso e politico dell’area dalmato-danubiana. Il Papa Giovanni VIII nel 879 minacciò di scomunica tutti i vescovi bizantini della costa dalmata che si fossero rifiutati di ubbidirgli. Riuscì a convincere il vescovo di Nin, Teodosio, che si era dichiarato incerto e lo promosse ad arcivescovo di Spalato che, fino ad allora, era stata una antica metropoli bizantina. A fronte di questa decisione, Spalato divenne la capitale religiosa del popolo croato che divenne definitivamente cattolico romano.

In seguito anche diversi capi croati si fecero cristiani latini.

Così nelle valli della attuale Bosnia – Erzegovina si incrociarono le due azioni di cristianizzazione. I missionari della chiesa latina arrivarono da nord, dopo aver già convertito le attuali popolazioni della Slovenia, della Slovacchia, della Ungheria e della Croazia); i missionari della chiesa ortodossa arrivarono invece da sud, dall’attuale Bulgaria, dopo aver già convertito le attuali popolazioni della Macedonia e della Serbia.

Nel frattempo, la Serbia si era liberata dal rapporto con Bisanzio già nel 1200 ed aveva raggiunto la sua massima estensione nella metà del 1300 con il Re Stefano IX che seguendo il progetto della Grande Serbia l’aveva portato a conquistare la Macedonia, l’Albania e l’Epiro.

In Bosnia invece, come già detto, il primo regno indipendente ed autonomo fu quello di Kulin, che governò dal 1180 al 1204. Fu un periodo di grande prosperità. Dopo la sua morte ci fu un periodo molto confuso, a causa dello scisma tra le chiese d'Oriente ed Occidente e il diffondersi dell'eresia dei Bogomili.

Questi erano degli eretici cristiani. Ritenevano che il mondo fosse stato creato dal diavolo e quindi l'uomo per sfuggire al suo dominio dovesse evitare ogni contatto con la materia e vivere come un asceta. I bogomili non riconoscevano il Vecchio Testamento, l'incarnazione di Gesù, la sua messa in croce, i sacramenti, la  Chiesa cristiana e formarono una specie di Chiesa di Bosnia. Il bogomilismo divenne una fede non solo del popolo, ma anche dei nobili e dei signori; lo stesso Kulin aderì a questa chiesa, per poi abiurare nel 1203 a seguito di pressioni del papa e del re di Ungheria. Nonostante ciò, la chiesa bosniaca si diffuse ulteriormente.